Se gli italiani fossero chiamati oggi alle urne voterebbero in modo molto diverso a seconda della presenza, o meno, di un partito di Giuseppe Conte, il presidente del Consiglio dimissionario. Un sondaggio di Euromedia Research, realizzato per la trasmissione Porta a Porta, ha indagato proprio questo scenario di ipotesi, paragonando le intenzioni di voto in base a tre diverse ipotesi: se si presentassero i partiti secondo le attuali formazioni, se ci fosse anche un partito di Giuseppe Conte e se quest’ultimo fosse invece alla guida del Movimento Cinque Stelle. Vediamo che cosa è risultato.
Se si andasse oggi alle urne, secondo le formazioni politiche attuali, la Lega sarebbe il primo partito al 24,3%. Sempre nell’area del centrodestra Fratelli d’Italia otterrebbe il 15,2%, Forza Italia il 7,7% e gli altri partiti minori porterebbero un contributo dello 0,8% che farebbe arrivare la coalizione al 48%. Nell’area giallorossa, invece, il Pd sarebbe la seconda forza politica al 19,5%. Il Movimento Cinque Stelle arriverebbe invece al 14,1%. Alle forze di governo si sommerebbe il 2% di Sinistra Italiana e l’1,2% di MDP-Articolo 1. In totale si arriverebbe al 36,8%. Italia Viva si fermerebbe al 3,5%, ampiamente superata dalla formula +Europa-Azione al 4,8%.
Se invece alle elezioni si presentasse anche un partito di Giuseppe Conte, gli equilibri cambierebbero. Il Pd scenderebbe al 13,8% e il M5s al 10,4%. Il partito di Conte sarebbe al 9,8%. Tra Sinistra Italiana e MDP-Articolo 1 si aggiungerebbe un altro 3,3% e in totale la maggioranza arriverebbe al 37,3%. Nella coalizione del centrodestra gli equilibri resterebbero pressoché simili con la Lega al 24%, FdI al 15,3%, FI al 7,1% e le altre forze minori all’1,1%. In totale il cdx sarebbe al 47,5%. Crescerebbe invece Iv, che arriverebbe al 4%. +Europa e Azione sarebbero invece al 4,6%.
Il tutto cambierebbe ancora se Conte fosse alla guida dei Cinque Stelle. Il Movimento arriverebbe allora a scavalcare il Pd: 18,6% contro il 16%. Sinistra Italiana, MDP-Articolo 1 porterebbero un ulteriore 3,6% e l’area giallorossa salirebbe così al 38,2%. Comunque resterebbe ben distante dal centrodestra, dato invece al 48,5%, dalla somma dei consensi a Lega (24,2%), FdI (15,3%), FI (7,8%) e i partiti più piccoli (1,2%). Italia Viva sarebbe sempre al 4%, appena dietro +Europa-Azione al 4,4%.
