“Siamo stati decisivi nel Conte I con provvedimenti simbolo come il Reddito di Cittadinanza e la legge anticorruzione. Siamo stati fondamentali nel Conte II con riforme che faranno la storia, come il taglio dei parlamentari. E continueremo ad essere determinanti“, ha scritto Lugi Di Maio su Facebook, facendo un passo in più verso la linea governista condivisa anche da Beppe Grillo.
“Il Movimento in questi anni ha sempre mostrato serietà e responsabilità“, aggiunge. “Sentiamo il peso del 33% di voti ricevuti nel 2018, degli 11 milioni di italiani che ci hanno dato fiducia e che rappresentiamo in Parlamento. Andiamo avanti a testa alta”.
L’obiettivo sarà ricompattare i gruppi parlamentari ancora divisi dalle tensioni. Soprattutto in Senato, infatti, continuano le resistenze all’ipotesi che il Movimento possa appoggiare il nuovo governo. Irremovibile dalle sue posizioni è soprattutto Alessandro Di Battista, che su Facebook torna a ribadire le ragioni del No: “Sia chiaro, non ho dubbi che il Professor Draghi sia una persona onesta, preparatissima ed autorevole. Questo non significa che lo si debba appoggiare per forza. Io contrasto Draghi non sul piano personale ma su quello politico. E, ripeto, non cambio idea”, scrive. “Oltretutto l’assembramento parlamentare che si sta delineando è l’antitesi della Politica”. Di Battista poi cita le parole che lui stesso scrisse nell’agosto scorso in un articolo su Tpi: l’ex capo della Bce “non è cambiato, non si è convertito all’interesse generale, non ha preso coscienza delle perversioni del liberismo. D’altro canto un capitalista finanziario è per sempre. Semplicemente vuole fare il Presidente della Repubblica e per arrivare al Quirinale è disposto persino a guidare un governo di unità nazionale (Dio ce ne scampi) se gli venisse richiesto”. Un’ipotesi, aggiunge, che ora si sta realizzando: “Ripeto. Si può rispettare un uomo anche facendo opposizione. Io la mia scelta l’ho presa, e vado fino in fondo“.
