E’ confermato. Il premier incaricato Mario Draghi salirà al Quirinale alle 19 di questa sera per sciogliere la riserva e probabilmente consegnare al presidente della Repubblica la lista dei ministri che poi il presidente della Repubblica sarà chiamato a nominare. E’ una nota del Colle a dare l’annuncio: “Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceverà oggi, alle ore 19.00, al Palazzo del Quirinale, il Presidente del Consiglio incaricato, Professor Mario Draghi”.
Con il via libera -seppure sofferto- dei 5S, il governo di Mario Draghi può partire. Al Quirinale sono pronti già da oggi per riceverlo, ma circolano voci secondo le quali Draghi potrebbe salire domani per sciogliere la riserva, in modo da giurare lunedì e andare in Parlamento per la fiducia martedì. Nel frattempo il premier in pectore sta stendendo il programma, sulla base dei resoconti che gli sono stati preparati dai commessi della Camera durante le consultazioni. Il focus resta comunque la squadra. I ministeri economici dovrebbero andare tutti a figure tecniche, di stretta fiducia del premier. Nella squadra dell’ex presidente della Bce dovrebbe avere un ruolo cruciale chi ha da sempre lavorato con lui. Per il ministero dell’Economia gli occhi sono puntati sul direttore generale di Bankitalia, Daniele Franco. Fabio Panetta dovrebbe rimanere invece alla Bce, rimanendo comunque un interlocutore privilegiato per Draghi. Nell’esecutivo ci sarà anche posto per 9 ministri politici. Tanta l’incertezza su chi potrà far parte della squadra. Matteo Renzi si è già chiamato fuori dai giochi. Matteo Salvini ha dato la sua disponibilità a fare il ministro. Ma è un’autocandidatura che dovrebbe finire nel vuoto perché l’orientamento è di non avere i leader dei partiti nell’esecutivo. Per la Lega quindi è probabile che ci sia Giancarlo Giorgetti, accreditato come l’uomo che ha portato Salvini verso la svolta moderata. I partiti hanno preparato una lista con le loro preferenze, ma non sono neanche riusciti a darla a Draghi. Di questi nomi si sta occupando direttamente il Colle. “Il Pd non ha avanzato alcuna rosa di nomi per la composizione del Governo. Come ho detto ieri, ci rimettiamo al rispetto dell’articolo 92 della Costituzione che conferisce al Presidente della Repubblica e al Presidente incaricato questo compito”, ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. “Una ipotesi sulla quale c’è l’unanimitá della direzione nel corso della quale abbiamo suggerito dei criteri per la squadra: qualità, pluralismo politico, differenza di genere”.
