Zingaretti , insulti dalle donne del PD: “maschilista”

Il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti è stato sommerso dalle critiche delle donne del Pd. Non ha molto da festeggiare per le poltrone a soli uomini dem e lui stesso avrebbe voluto una poltrona ministeriale che non è arrivata. Poi, Draghi ha usato il bilancino correntizio ammansendo Franceschini e Orlando (con deleghe non certo pesanti come quelle del Conte bis) affinché non possano venire guai da quella parte. Non solo ma Lorenzo Guerini, ministro della Difesa, è alla guida di Base riformista, la corrente che vuole proprio sottrarre il timone a Zingaretti.

Il quale deve fingere di essere contento: «In un passaggio stretto e difficilissimo – dice il segretario dem al Corriere – il Pd ha mantenuto una grande unità, che gli ha permesso di collocarsi bene e di svolgere un ruolo positivo. Non era scontato. È stata un altra importante prova che ripropone il Partito democratico come forza centrale del cambiamento».

Sarà, ma l’impressione è che non ci crede neppure lui. Per recuperare Zingaretti spera ora di farsi valere nella trattativa sui sottosegretari. E soprattutto deve mettere una pezza sulla questione femminile ignorata. Il fatto che nessuna delle otto ministre del governo Draghi provenga dalle file dei democratici è vissuto come uno smacco dalle donne del Pd. Torna in auge l’annosa questione delle quote rose, anche se ora si chiamano “rappresentanza di genere”.

Cecilia D’Elia, portavoce della Conferenza delle donne democratiche. è arrabbiatissima:  “E’ una ferita, l’ho dichiarato appena appresa la lista dei ministri, che siano tutti uomini, che nessuna democratica sieda a quel tavolo. Una novità per questo partito: al restringersi delle postazioni, le donne sono venute meno”, sottolinea.

“Un esito annunciato da tanta stampa nei giorni precedenti nonostante in tutte le occasioni, riunioni degli organismi, prese di posizioni pubbliche, il PD abbia parlato di equilibrio di genere da garantire nella compagine governativa. Ma di fatto nelle figurine dei giornali comparivano per i partiti progressisti e di sinistra quasi solo maschi, nonostante ci siano autorevoli donne fuori e dentro il parlamento e nello stesso governo Conte due”, prosegue.

Livia Turco parla di insopportabile logica correntizia e maschilista. Laura Boldrini afferma che il Pd non ha ancora compreso l’importanza delle competenze femminili. La presidente del Pd Valentina Cuppi si dichiara scoraggiata: “Quanto noi donne dovremo ancora lottare?”. E Concita De Gregorio, infine, non vedeva l’ora di cannoneggiare Zingaretti e infatti non si è lasciata sfuggire l’occasione: Berlusconi – ironizza – che ha portato due donne al governo su tre ministri, ha fatto meglio di lui… Insomma un fuoco di fila di recriminazioni, rimproveri, bacchettate. E il congresso si fa sempre più vicino.

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