Questa mattina Giorgia Meloni ha proposto di creare un intergruppo di centrodestra: “Se Pd, Movimento 5 Stelle e Leu hanno formato un intergruppo parlamentare per coordinare la loro attività nella maggioranza a sostegno di Draghi, evidentemente contro gli altri partiti che sostengono il governo – ha scritto Meloni in una nota rivolta agli altri partiti della coalizione – allora penso che anche il centrodestra debba dotarsi di un suo intergruppo per portare avanti il programma elettorale comune”. Un passo verso Draghi? No, tutt’altro: “È utile farlo nonostante il diverso posizionamento attuale dei partiti della coalizione”, ha spiegato la leader di Fratelli d’Italia. Meloni e i suoi restano saldamente all’opposizione, ma se gli alleati dovessero sentirsi minacciati dalla vecchia maggioranza saprebbero dove tornare. “Formulerò questa proposta a Salvini e Berlusconi e mi auguro possa essere accolta”, ha concluso.
La risposta di Matteo Salvini non si è fatta attendere. Il leader della Lega, intervenuto a Skytg24 dopo il discorso del presidente del Consiglio al Senato, ha spiegato: “A Giorgia Meloni dico che io proposi la federazione del centrodestra e mi è stato detto di no”, ma “se ora si cambia idea va benissimo”. E poi ha anche rilanciato su Twitter: “Fui io a proporre la federazione di centrodestra, ma magari adesso i no si sono trasformati in sì”. Porta sempre aperta dunque, ma un messaggio chiaro: quando l’ho chiesto io hai detto no, quindi ora qualcosa è cambiato, ma sono sempre io a proporre e in caso voi ad accettare. Ribadire il ruolo di leader del centrodestra è essenziale per Salvini, ora che gli equilibri si sono spostati. E soprattutto ora che Forza Italia non risponde all’appello, né dell’uno, né dell’altro, mentre Tajani rivendica su Twitter: “Il governo di tutte le forze politiche in un momento di emergenza nazionale è figlio di un’idea di Berlusconi”.
