Qualche giorno fa sui social circolava un commento molto offensivo nei confronti della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ad opera di Eric Gobetti, uno “storico” negazionista sulla tragedia delle foibe, e che sul tema ha anche scritto un libro vergognosamente minimizzante.
Pochissimi i giornali che hanno parlato degli attacchi spregevoli alla leader di centrodestra, che si è beccata addirittura della “zoccola”. Nemmeno una breve notizia per denunciare le offese sessiste rivolte a uno dei più importanti leader politici in Italia. Insulti, per altro, assolutamente gratuiti, privi di alcun riferimento ad atti o fatti attinenti alla realtà.
Ad essere più imbarazzanti delle parole sgarbate, sono i silenzi dei “giornaloni”. Vogliamo giustificarli dicendo che le redazioni, in questi giorni, sono state troppo impegnate a seguire le vicende del governo Draghi post insediamento? Beh, ci viene molto difficile.
Quelle stesse redazioni, nel periodo immediatamente precedente la commemorazione dei martiri delle foibe, erano impegnate a diffondere il verbo di Gobetti. Del resto, la stessa Meloni ha commentato così la “performance” dello storico: “Questo sarebbe l’imparziale storico che la sinistra tanto osanna e che porta in giro per l’Italia per spiegare – e sminuire – il dramma delle foibe? Un fine intellettuale assolutamente non di parte, non c’è che dire”.
Qui non parliamo di una propensione a destra o a sinistra delle testate, ma di un vergognoso silenzio di fronte a durissimi attacchi, a una donna che è al centro delle vicissitudini mediatiche contemporanee e alla quale non può mancare anche il minimo spazio giornalistico per commentare improperi così gravi. E’ chiaro che alle donne di sinistra non è riservato lo stesso atteggiamento. Se sei di destra le cose cambiano e va bene anche la satira più oltraggiosa.
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