Via a 340 mila controlli sulle partite Iva

Lavoratori autonomi e piccole imprese nel mirino del fisco. Nel triennio 2021-2023 l’Agenzia delle entrate ha come obiettivo l’effettuazione di 340 mila controlli fiscali nei confronti di tale categoria di contribuenti. Tale azione di contrasto all’evasione fiscale è ben evidenziata negli obiettivi di potenziamento dei controlli in materia tributaria all’interno del «Piano della performance 2021-2023» predisposto dall’Agenzia delle entrate.

Assieme ai controlli sui professionisti e le piccole imprese il fisco intende portare a compimento anche la sperimentazione per l’utilizzo dell’archivio dei rapporti finanziari nelle analisi del rischio nei confronti delle società per il periodo di imposta 2016.

Per il resto l’azione di recupero del sommerso fiscale, come già evidenziato da questo quotidiano (si veda ItaliaOggi del 9 febbraio scorso) si concentrerà principalmente sull’implementazione del c.d. adempimento collaborativo che, stando ai contenuti riportati nel suddetto documento ufficiale, ha già consentito il raggiungimento di importanti risultati negli anni appena trascorsi.

Le entrate complessive che l’Agenzia delle entrate si pone come obiettivo dalle attività di contrasto all’evasione fiscale sono stimate in 14,04 miliardi di euro per l’anno in corso per passare poi a 15,36 miliardi per il 2022 e a 15,32 miliardi per il 2023.

Si tratta di obiettivo assolutamente ambiziosi tenuto conto anche degli scenari economici in atto e del perdurare della crisi economica per effetto della pandemia da Covid-19 anche sull’anno in corso.

Le attività strategiche di contrasto all’evasione fiscale, si legge nel documento in oggetto, saranno improntate alla progressiva riduzione del tax gap da realizzarsi attraverso un’attività di controllo sempre più mirata ed efficace in virtù di un ulteriore affinamento delle tecniche di analisi e valutazione del rischio di non compliance e di un più attento monitoraggio dei comportamenti dei soggetti ad elevata pericolosità fiscale.

Quello della maggiore efficacia ed efficienza dei controlli fiscali è da sempre uno dei mantra che guidano le azioni di contrasto all’evasione da parte dell’amministrazione finanziaria.

È proprio in tale ottica che il legislatore ha pensato di sostituire gli studi di settore con gli indicatori sintetici di affidabilità fiscale che grazie alle molteplici informazioni che tale strumento è in grado di offrire possono contribuire, anche di molto, nell’incremento dell’efficacia e dell’efficienza dei controlli fiscali.

Tornando alla mole di accertamenti messi in cantiere sulle piccole imprese e sui liberi professionisti non si può non tener conto che per molti di questi contribuenti la crisi economica indotta dalla pandemia ha avuto, e sta tutt’ora avendo, effetti dirompenti.

Alcuni settori di attività, si pensi ad esempio alla lista di codici Ateco che sono stati esclusi dall’applicazione degli Isa per il periodo d’imposta 2020, hanno dovuto far i conti con chiusure prolungate imposte dai vari dpcm per cui il coinvolgimento in una prossima verifica fiscale potrebbe avere i connotati di una vera e propria beffa.

Altra annotazione riguarda poi gli obiettivi previsti in termini di dichiarazioni dei redditi precompilate.

Il piano della performance dell’Agenzia delle entrate prevede il raggiungimento, nell’arco triennale di riferimento 2021-2023, di una percentuale di modelli 730 precompilati trasmessi dal contribuente pari al 15% del totale dei 730 ricevuti dall’Agenzia.

L’Agenzia continua ad arruolare intere categorie di soggetti economici, da ultimo le scuole e gli istituti scolastici sia pubblici che privati, per la trasmissione delle informazioni necessarie per la predisposizione delle dichiarazioni precompilate. L’obiettivo riportato nel documento di pianificazione delle attività prevede, comunque soltanto 15 dichiarazioni precompilate ogni 100 trasmesse in maniera interamente autonoma da parte dei contribuenti.

Tornando al tema di partenza piccole e imprese e liberi professionisti sono a rischio verifica fiscale nel prossimo triennio. Per questi contribuenti sarà dunque opportuno prestare particolare attenzione all’affidabilità fiscale che potrà emergere dalle stime degli Isa. Potrebbero essere proprio i bassi punteggi degli indicatori a costituire il fattore di innesco di una delle 340 mila verifiche programmate dal fisco.

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