I sondaggi non mentono: l’accordo non fa in tempo ad essere firmato che fa già acqua da tutte le parti. Dopo l’annuncio del patto elettorale, infatti, crollano i punti percentuali di PD e Movimento 5 Stelle. Merito (o colpa?) dell’elettorato delle due forze coinvolte, insoddisfatto dell’accordo stesso.
Renato Mannheimer scriveva sul Giornale solo qualche giorno fa:
Gli effetti sui comportamenti di voto degli elettori a seguito dell’accordo tra Pd e Movimento 5 stelle potrebbe portare all’allontanamento di una parte dell’elettorato delle forze coinvolte, perché in qualche modo insoddisfatto dell’accordo sottoscritto. È probabile che ciò accada in un futuro più o meno prossimo anche in questo caso.
E infatti i sondaggi parlano chiaro:
Se guardiamo alle ultime rilevazioni di luglio troviamo che il Movimento cinque stelle si conferma, per ciò che riguarda le intenzioni di voto, in forte calo rispetto al grande successo delle Politiche del 2018 e alla conseguente nutrita rappresentanza parlamentare. Nelle ultime settimane, il trend di diminuzione sembra essersi parzialmente arrestato e il movimento essersi stabilito attorno al 16%. Molti dei voti giunti al Movimento cinque stelle nel 2018 provenivano da elettori delusi dal Pd. […] È ragionevole pensare che con l’autunno questi valori mutino ancora. Resta il fatto che tutto fa pensare che il centrodestra rafforzi la propria maggioranza di voti nell’elettorato, com’era peraltro già prima dell’interruzione estiva.
