Sull’acquisto dei dispositivi di sicurezza per il Lazio, ci sarebbe lo zampino dei clan e dei funzionari di Zingaretti, che hanno firmato un contratto da 27 milioni con una ditta di Taranto, la Internazionale Biolife, in mano ad alcuni soci presumibilmente legati alla mafia.
Le inchieste sono iniziate quando le consegne di mascherine, camici e tute da parte della Biolife hanno cominciato a tardare per mesi, considerando che gli accordi furono stipulati a marzo.
Gli indizi di stampo mafioso sono stati gli incontri tra un socio al 45%, Antonio Formaro, e pregiudicati trafficanti di droghe. L’azienda ha dichiarato che Formaro non faccia più parte della società; tuttavia dalle indagini è risultato ancora un rapporto di collaborazione. E adesso Zingaretti, in quanto governatore del Lazio, dovrà rispondere del nesso riscontrato con la camorra e cosa nostra.
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