Il tunisino Ridha Mahmoudi, 53 anni, ha confessato l’omicidio di don Roberto Malgesini, a Como, senza mostrare alcun segno di pentimento per averlo accoltellato fatalmente.
Il dato allarmante è che secondo gli investigatori l’omicida non sarebbe affetto da alcun disturbo psichiatrico. Cosa ha portato, allora, il tunisino a compiere un gesto così “folle”? Perchè la questura nega problemi psichici nonostante chiunque conosca il tunisino abbia dichiarato che quest’ultimo soffrisse spesso di sbalzi d’umore e manie di persecuzione?
Don Roberto era un uomo caritatevole, che nella sua auto ogni giorno portava in chiesa viveri di qualsiasi genere, dal pane ai dolci, per sfamare i poveri. E lo aveva fatto più volte anche con Ridha senza alcuna riconoscenza e che, anzi, ha ricambiato uccidendolo. Ridha era stato addirittura aiutato dal prete anche nel trovare un avvocato che lo difendesse per i suoi precedenti processi.
L’ignobile accaduto lascia sconcertati e lancia per l’ennesima volta l’allarme sull’immigrazione incontrollata.
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