Feltri: “Salvini, senti me, manda al diavolo la banda di Draghi”

Il direttore di Libero Vittorio Feltri torna a provocare consigliando al leader della Lega di mollare l’ammucchiata di ‘fighetti’ di Palazzo Chigi. Confermando la bocciatura senza appello del governo Draghi. Che sta imitando ‘pedestremente’ il suo predecessore.

Feltri dice di non essere sorpreso dalle mosse dell’ex numero uno della Bce. Tra i primi a criticare la nascita del ‘governissimo’, Feltri demolisce con amara ironia la rinnovata chiusura di tutte le attività. E i criteri ‘da ragioniere’ che ispirano i provvedimenti anti-covid dell’esecutivo.

“Ha chiuso  tutti i negozi e gli esercizi, tranne però le profumerie. E questo particolare aggiunge un tocco di umorismo. Infatti fa ridere che si possa morire di fame purché profumati. Non immaginavo che il premier fosse tanto spiritoso”. E ancora con il consueto piglio da fustigatore. “Gli consiglio di tenere aperti anche i fioristi specialisti di corone funerarie . E le agenzie che provvedono alle pratiche relative alle sepolture. Bravo Supermario. Aspiravamo tutti ad avere un presidente del Consiglio con la vocazione del becchino ridanciano. Ci mancava”.

Per Feltri, insomma, non c’è speranza di correggere la rotta del premier. E la Lega è un corpo estraneo. Come dimostra la reazione di Draghi alle richieste di Salvini sul lockdown. “Le ‘mie scelte non sono campate in aria, riflettono i dati scientifici’. Mi permetta, presidente – rilancia Feltri –  di osservare che per dare una occhiata alle statistiche era sufficiente il ragionier Rossi. Senza scomodare lei, considerato il miglior banchiere dell’universo mondo”.

Poi il consiglio all’amico Matteo. Che non può avere possibilità di manovra con gli alleati che ha di fronte. E rischia di schiantarsi contro un muro di no. Una riedizione, insomma, di quanto è accaduto con il primo governo Conte.  “Ma chi te lo ha fatto fare di trascinare la forte Lega nel mucchio selvaggio di questa maggioranza? In cui spiccano i compagni di Zingaretti e di Letta, un ex comunista e un ex democristiano di sinistra? Cosa ti aspettavi di bello da questa gente ossessionata dallo ius soli, dal voto ai sedicenni e dal piagnisteo delle femministe di risulta?”.

I precedenti non promettono nulla di buono e Salvini – è la tesi di Feltri – dovrebbe fare uno scatto di reni. E uscire dalla prigione del governo. “Già avevi avuto una esperienza tragica collaborando con Toninelli e soci grillini”, incalza il giornalista definendo i 5Stelle ‘un branco di disperati’. “Scusa Capitano, non ti sei accorto di essere prigioniero di fighetti buoni a nulla e capaci di tutto? Mi complimento con te: hai battibeccato con Draghi reclamando il diritto dei cittadini di campare in libertà, sia pure vigilata. Dal momento che hai la forza di ribellarti  conclude –  fai un passo avanti, anzi indietro, e manda al diavolo i compari dell’esecutivo. Così poi ci facciamo due risate”.

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