La Lega si scaglia contro le scelte del ministro Speranza e Mario Draghi sulle chiusure. È prevalsa la linea della cautela e del rigore e l’unica cosa che viene prevista è che il Consiglio dei ministri si possa riunire prima della scadenza del provvedimento per valutare specifiche deroghe alle restrizioni in quei territori dove l’andamento dei contagi lo permette e dove la campagna vaccinale procede velocemente, per cui sono già state protette le categorie più vulnerabili. Per Matteo Salvini, però, questo non sembrerebbe essere un compromesso accettabile. E attacca direttamente il ministro della Salute, Roberto Speranza.
“Noi ci appelliamo alla scienza, noi ci fidiamo dei medici italiani. Se i dati scientifici classificheranno una Regione come ancora a rischio, cioè rossa, si manterranno le chiusure. Se invece i dati scientifici classificheranno una regione come più sicura, cioè gialla o bianca, si comincerà a riaprire. Semplice. Non si possono rinchiudere fino a maggio 60 milioni di persone, e migliaia di attività economiche, sportive o culturali, per scelta politica, non medica o scientifica, del ministro Speranza”, ha scritto il segretario del Carroccio su Twitter. In altre parole, secondo Salvini, la scelta di mantenere la stretta fino al 30 aprile non sarebbe una decisione basata su dati scientifici, ma sarebbe data da una specifica volontà dell’esponente di Leu.
Secondo Salvini, il presidente del Consiglio Mario Draghi sarebbe d’accordo con la linea leghista di valutare chiusure e riaperture guardando volta per volta ai dati. “La nostra lealtà al presidente Draghi ci impone di lavorare insieme per risolvere i problemi, ma anche di avere il coraggio di sottolineare e correggere ciò che non va. Dopo Pasqua, il ritorno alla vita e al lavoro nelle zone sicure sarà realtà”.
