Vittorio Feltri torna a valanga sul governo Draghi, dichiarandone una profonda incapacità nella gestione dell’emergenza sanitaria. A cominciare dai conti. Sarebbe più brava una tipica casalinga di Voghera di un qualsiasi “coglione di Palazzo”, scrive con nel suo modo diretto e senza fronzoli.. Titolo ed editoriale del direttore di Libero vanno al sodo. “Mi corre l’obbligo di precisare che non sono un economista neppure dilettante, tuttavia fin da bambino sapevo fare bene il conto della serva. Addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni le ho sempre eseguite brillantemente, il che mi ha consentito di guadagnare abbastanza, di non accumulare debiti e di tirare avanti il mio famiglione senza angosce”. Che vuol dire? Feltri lo spiega.
Il quadro del nostro debito pubblico è sotto gli occhi di tutti. Le risorse risicate per i ristori, per costruire ospedali e per assumere nuovi medici sono argomento comune. “Non capisco come mai il bilancio dello Stato, sofferente per diversi miliardi di euro, sia insanabile nonostante gli avvicendamenti a Palazzo Chigi”, commenta Feltri. “Ho maturato l’idea che gli amministratori – il governo – siano totalmente incapaci di gestire il Paese, che in linea di principio non è diverso da una casa abitata da una coppia di sposi e da alcuni figli”. La prova provata di quanto dice vien poi. In effetti – con le debite proporzioni- il criterio che usano le casalinghe di Voghera che gestiscono il patrimonio familiare dovrebbe essere d’insegnamento. “In effetti, mentre le casse pubbliche piangono a dirotto e ciò rende obbligatorio chiedere denaro in prestito all’Europa per fronteggiare le spese incontrollate, gli italiani, siano o no coniugati, abbiano o no una prole da accudire, dispongono di un risparmio privato – depositato in banca – di proporzioni mostruose, tra i più alti del mondo. Che significa? La casalinga di Voghera e tutte le sue colleghe sono nettamente più brave a maneggiare quattrini di qualsiasi coglione che padroneggia il Palazzo”.
Poi continua: “Non lo affermo io, lo dimostrano i fatti, anzi i conti. A proposito dei quali osservo che l’esecutivo continua a spendere e a spandere allo scopo di elargire ai connazionali fannulloni il cosiddetto reddito di cittadinanza” Non solo, scrive: “Altri capitali, in misura cospicua, vengono dissipati da ministri e compagnia cantante per fare l’elemosina alle aziende in difficoltà, causa covid e relative conseguenze: chiusura di qualsiasi attività commerciale. Una montagna di liquidi che, anziché essere gettata al vento, avrebbe dovuto essere investita per comprare vaccini”.
