Il peggio della settimana: Draghi – Speranza – Murgia

Anche questa settimana il ministro Roberto Speranza si riconferma come il peggior ministro della Sanità. Sull’AstraZeneca e il caos della campagna vaccinale non è riuscito a trovare una linea retta nei confronti del popolo italiano, col risultato di aver disseminato inevitabilmente paura e profonda diffidenza, soprattutto con i repentini cambi di passo degli ultimi giorni.

“Il governo italiano – sottolinea Speranza – considera i vaccini la prima vera chiave per chiudere la stagione così difficile che viviamo da oltre un anno. Quanto avvenuto” sul vaccino AstraZeneca “non incrina la nostra fiducia nell’arma di cui disponiamo per contrastare il Covid. La campagna vaccinale andrà avanti e dovrà accelerare anche con l’aumento delle dosi che avremo a disposizione” continua a ripetere il ministro, quasi come se vivesse su un pianeta a parte. Non avrà avvertito la pioggia di critiche che lo hanno travolto per la fallimentare gestione della campagna vaccinale e per le zone rosse piazzate qui e là in maniera indiscriminata? Questo è impossibile.

A foraggiarlo è il Premier Mario Draghi, che ben poco ha dimostrato la sua autorevolezza. Dopo ormai due mesi di governo, gli italiani sono delusi. E sono cominciate ad arrivare anche le prime gaffe del neo Presidente del Consiglio. Nell’ultima conferenza stampa, infatti, ha recriminato agli psicologi, anche “35 enni”, di essersi vaccinati senza requisiti, nonostante la categoria abbia avuto la possibilità di sottoporsi al siero anti Covid proprio su disposizione dello stesso governo Draghi. La sua amministrazione ha fatto rientrare gli operatori del settore nella fascia delle priorità che ingloba tutti gli operatori sanitari. Certo, la continuità con Conte non poteva evitare anche a Draghi scivoloni.

Ma il “casquè” non è stato solo quello del Primo Ministro. Anche la giornalista Michela Murgia si è resa protagonista di una serie di affermazioni molto discutibili, durante le sue ospitate nei programmi televisivi. La più eclatante, è quella riferita al generale Figliuolo, il commissario all’emergenza sanitaria che ha sostituito Domenico Arcuri. A Murgia “la divisa fa paura”, ha detto commentando la veste pubblica del generale, che appare sempre con indosso l’alta uniforme degli Alpini (Esercito). “Mi ricorda un dittatore, non traspare sicurezza, incute timore” è la frase choc con cui ha quasi paragonato il commissario ad un nazista. La gravità è che non si sia assolutamente pentita delle affermazioni folgoranti pronunciate, definendole addirittura “ovvie”. Per chi? Solo per lei probabilmente.

CC

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