La lingua italiani si “arricchisce” di un simbolo grafico: lo schwa, quella “e” rovesciata che corrisponde a un suono tanto caro alla lingua inglese, ma difficilissimo da pronunciare nella nostra. A introdurre la novità non è stata l’Accademia della Crusca, magari in ossequio ai numerosi anglismi ormai in uso nel linguaggio corrente, ma il Comune di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, in ossequio al politicamente corretto e al pensiero genderless. L’amministrazione guidata dal sindaco Pd Giovanni Gargano ha infatti annunciato trionfalmente sulla pagina Facebook che «abbiamo deciso di adottare un linguaggio più inclusivo: al maschile universale (“tutti”) sostituiremo la schwa (“tuttə”), una desinenza neutra».
Dunque, «abbiamo deciso di adottare un linguaggio più inclusivo: al maschile universale (“tutti”) sostituiremo la schwa (“tuttə”), una desinenza neutra. Questo non significa stravolgere la nostra lingua o le nostre abitudini. Significa – è l’idea della giunta Pd del comune emiliano – fare un esercizio di cura e attenzione verso tutte le persone. In modo che si sentano ugualmente rappresentate. È un passo importante – è la conclusione trionfale del post – verso uno dei nostri obiettivi: una società e una comunità inclusiva, equa e coesa!». E ora, ha chiarito l’assessore alla Comunicazione del Comune, il laureando in Scienze della Comunicazione, Leonardo Pastore, che sarebbe l’ideatore della novità, «in Comune ci stiamo allenando a pronunciarlo».
«Ma vi rendete conto?», ha scritto su Facebook il deputato di FdI, Galeazzo Bignami, rilanciando il post di Castelfranco Emilia sulla sua pagina. Significativo che Bignami si sia limitato a sintetizzare la notizia, senza aggiungere ulteriori annotazioni o chiose. Come a dire: la notizia si commenta da sé. (Secolo d’Italia)
