Un altro tragico naufragio di una barca di migranti. E’ avvenuto stamattina al largo della Tunisia. Ventuno persone sono morte annegate; tra loro nove donne e un bambino. Tre solamente quelle al momento salvate.
A dare notizia dell’ennesima strage nel Mediterraneo centrale sono stati alcuni media tunisini secondo i quali l’imbarcazione con i migranti, partita da Sfax, si sarebbe rovesciata al largo di Sidi Mansour, vicino la stessa Sfax, a sud di Tunisi, in quel tratto di mare che è più vicino a Lampedusa. E’ probabile che la prima causa del rovesciamento della barca siano state le condizioni del mare, in burrasca in queste ore in tutto il Mediterraneo centrale. I primi ad intervenire sono stati due pescherecci che, avvertita la Guardia costiera tunisina, hanno anche partecipato alle operazioni di soccorso. Sono stati tratti in salvo un uomo e due donne provenienti da Costa d’Avorio e Guinea. Il direttore della Protezione civile tunisina ha detto alla Reuters che «la Guardia costiera ha recuperato 21 corpi». Nonostante le condizioni meteo avverse, mare grosso, vento e pioggia, sono ancora in corso le ricerche di eventuali superstiti, o di corpi di dispersi, mentre la magistratura di Sfax ha aperto un’inchiesta. Secondo Alarm Phone, il «centralino dei migranti», «il numero di morti potrebbe salire».
Appena il mese scorso, in un altro naufragio avvenuto nella stessa zona, avevano perso la vita 39 migranti. Secondo dati elaborati dall’Oim, l’Organizzazione delle Nazioni unite per le migrazioni, da inizio anno e fino a dieci giorni fa hanno perso la vita nel Mediterraneo centrale almeno 237 migranti. Il progetto «Missing migrants» dell’Oim stima che tre quarti dei corpi di migranti morti in mare nel Mediterraneo centrale non sono mai stati recuperati: «Il che significa decine di migliaia di famiglie che continuano a cercare senza sosta i loro cari». Dal 2014, il primo anno in cui sono ripresi in maniera massiccia i viaggi dei migranti attraverso il Mediterraneo centrale dal nord Africa all’Europa, ad oggi almeno 21.500 persone hanno perso la vita in mare. (La Stampa)
