Il Cts ha declinato ogni responsabilità in merito alla scelta di prorogare il coprifuoco. «In realtà noi del coprifuoco non abbiamo mai parlato. È sempre stata una valutazione politica, non ci hanno mai sottoposto alcuna istanza in tal senso», hanno spiegato fonti del Cts all’agenzia di stampa Agi.
«L’imposizione del coprifuoco non è una scelta dettata da motivazioni scientifiche. Lo stesso Cts afferma di non esser mai stato interpellato sulla questione del prolungamento e che quindi la scelta è puramente politica, di Draghi e Speranza. Viene da chiedersi cosa ci sia dietro questa follia», ha scritto Meloni. «Probabilmente – ha aggiunto – solo una questione ideologica, che sembra avere lo scopo di influire sulla psicologia degli italiani, tenendoli a casa, più che di evitare il contagio».
Si tratta, grosso modo, delle valutazioni espresse anche dall’immunologa Antonella Viola, la quale ha parlato di «una decisione che ha un sapore moralistico, più che scientifico». «Condivido le scelte del governo», ha scritto la professoressa dell’Università di Padova, parlando delle «riaperture graduali, basate su priorità (la scuola) e rischio limitato (locali all’aperto)». Subito dopo, però, ha precisato che «non sono però d’accordo sulla decisione di mantenere il coprifuoco alle 22. Spostarlo solo di un’ora sarebbe stato importantissimo per i ristoratori, che avrebbero potuto contare su 2 turni di cena», ha sottolineato la scienziata.
Per Viola «a fronte di un vantaggio tutto da discutere e dimostrare in termini di contenimento del contagio (ci sono persino discussioni sull’utilità in toto del coprifuoco, figuriamoci se possiamo dimostrare che un’ora fa la differenza), il danno per le categorie coinvolte è certo e pesante». Secondo l’immunologa, quindi, quella sul coprifuoco «è una decisione che ha un sapore moralistico più che scientifico».
