L’intenzione del leader del Partito democratico Enrico Letta è quella di spingere l’Europa a prendersi le proprie responsabilità, accantonando il trattato di Dublino (che obbliga solo i Paesi di primo arrivo a effettuare i controlli di frontiera). Letta, per esempio, ha proposto i corridoi umanitari, nonché la trasformazione della missione Irini (per monitorare i traffici di armamenti) in strumento di controllo, ricerca e soccorso in mare. Dopo la morte dei 130 migranti in mare davanti alle coste della Libia, il segretario aveva scritto su Twitter: “Non è possibile che Europa e Stati membri imparino da tutte le crisi tranne che da quella sull’accoglienza dei migranti“.
A chi nei giorni scorsi gli ha fatto notare che le sue dichiarazioni e le sue proposte, come per esempio quella sullo Ius soli ai migranti, mettono in difficoltà la tenuta del governo Draghi, lui ha risposto: “Mi auguro che non serva, perché credo che tutti siano cambiati in questi anni, spero che fare propaganda sui morti in mare sia un’idea che non venga a nessuno“. Una presa di posizione contro cui si è già schierato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: “Se volesse imporre al governo una linea del genere causerebbe la fine del governo. La tesi di Enrico Letta e del Pd va respinta al mittente. L’Italia ha bisogno di sicurezza e non di invasione. Sta sabotando il governo perché evidentemente è invidioso del fatto che Draghi è riuscito in Europa a raggiungere risultati che il governo formato da grillini e Pd non aveva ottenuto”.
