Sette ex terroristi rossi sono stati arrestati in Francia ai fini dell’estradizione in Italia. Tra questi ci sono elementi di spicco dell’eversione di sinistra come Giorgio Pietrostefani, fondatore con Adriano Sofri di Lotta Continua ed è stato condannato a 22 anni, con Sofri, come mandante dell’omicidio Calabresi.
Si tratta di:
- Giovanni Alimonti, 65 anni, Brigate Rosse (pena 11 anni, 6 mesi e 9 giorni );
- Enzo Calvitti, 66 anni, Brigate Rosse (18 anni, 7 mesi e 25 giorni);
- Roberta Cappelli, 65 anni, Brigate Rosse (ergastolo);
- Marina Petrella, 66 anni, Brigate Rosse (ergastolo);
- Giorgio Pietrostefani, 77 anni, Lotta Continua (14 anni, 2 mesi e 11 giorni);
- Sergio Tornaghi, 63 anni, Brigate Rosse (ergastolo);
- Narciso Manenti, 63 anni, Nuclei Armati Contropotere Territoriale (ergastolo).
Il dossier francese che li riguarda era chiamato “Ombre rosse” e l’operazione che vede impegnate la Direzione centrale dell’Antiterrorismo italiano e dell’Antiterrorismo francese. Altri tre Br sono tuttora ricercati. Il blitz è il frutto della collaborazione tra le due polizie, il Servizio di cooperazione internazionale di polizia (Scip) della Criminalpol e l’Esperto per la sicurezza della polizia italiana in Francia.
La decisione di trasmettere alla giustizia i dieci nomi (sulle 200 persone che l’Italia da anni reclama dalla Francia) è stata presa dal presidente Emmanuel Macron e “si inserisce rigorosamente” – sottolinea l’Eliseo- nella dottrina francese di concedere asilo agli ex brigatisti ad eccezione che per i reati di sangue.
Gli arresti arrivano a 20 giorni dall’incontro in videoconferenza nel quale la Guardasigilli Marta Cartabia aveva ricordato al ministro della Giustizia francese Eric Dupond-Moretti “l’urgente richiesta delle autorità italiane” affinché “gli autori degli attentati delle Brigate Rosse possano essere assicurati alla giustizia”.
Al termine della riunione, avvenuta l’8 aprile scorso, la ministra Cartabia si era detta “soddisfatta dello scambio di vedute” con il collega francese. Da via Arenula, inoltre, era stato sottolineato in quell’occasione come si fosse registrato da parte della Francia un attestato di vicinanza e sensibilità significativo e maggiore rispetto al passato: il ministro Dupond-Moretti aveva parlato delle “ferite” del nostro Paese in relazione agli anni di piombo.
E, in merito all'”urgenza” sottolineata dalla Guardasigilli Cartabia sulle posizioni – in tutto 11 – degli ex terroristi, il ministro francese aveva riconosciuto l’importanza del ‘fattore tempo’, ossia della necessita’ di agire presto per scongiurare la possibilita’ che per alcune di queste posizioni scattasse la prescrizione.
