Il peggio della settimana: Speranza – Di Maio – Sinistra e caso Fedez

Questa settimana nella rubrica “Il peggio della settimana” finisce per l’ennesima volta il Ministro della Salute, Roberto Speranza. Assieme al suo dicastero, ha negato l’accesso ai verbali della Task Force in  merito alla prima fase della pandemia da Coronavirus, chiesti da Fratelli d’Italia, che aveva deciso di presentare ricorso dopo il diniego del Ministero.

Una bufera quella che si è sollevata sulla vicenda, e Speranza, che ha voluto secretare i verbali, oggi dovrà necessariamente fare un passo indietro e pubblicarli. Già nel mese di Febbraio il TAR del Lazio aveva disposto con sentenza la desecretazione dei documenti del Comitato Tecnico Scientifico, quando l’On. Bignami e l’On. Gemmato, Deputati di Fratelli d’Italia, avevano chiesto l’accesso agli atti. Ora una seconda sentenza intima a Speranza di svelare entro 30 giorni quei documenti, segnando una seconda vittoria per il partito di Giorgia Meloni.

Ma Speranza non è l’unico ministro che questa settimana è stato travolto dalle polemiche. Dopo che il comandante di un peschereccio italiano, Giuseppe Giacalone, è rimasto  ferito al braccio e alla testa perché colpito da schegge di vetro a causa degli spari dalla Guardia Costiera libica, dal nostro Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ci saremmo aspettati una risoluta presa di posizione che difendesse i nostri connazionali.

Eppure, nonostante più di un peschereccio sia stato mitragliato e nonostante la tragedia sfiorata per i nostri uomini di Mazara del Vallo, Di Maio li ha incolpati di essersi avvicinati eccessivamente alle coste libiche, ritenendole “pericolose”, quasi normalizzando la situazione. Sarebbe lui il Ministro che dovrebbe difenderci dagli attacchi esteri? Certo, fa parte di un Esecutivo che ormai non stupisce più, e per il quale le priorità sembrano lontane anni luce dai bisogni dei cittadini italiani in ginocchio, in assoluta continuità con il Governo Conte.

In un momento in cui l’Italia è sull’orlo del precipizio, a causa della crisi che ha lasciato dietro di sé la pandemia, la Sinistra continua a parlare di legge Zan, e di temi divisivi totalmente estranei alle impellenze di questo periodo storico. A foraggiarla ci sono anche le “star”, come il rapper Fedez, che nel suo monologo del 1° maggio, anziché dedicare due parole ai lavoratori in difficoltà, ha preferito parlare di omofobia.

E’ diventato così il paladino della Sinistra. Tutti lo hanno applaudito, molti senza neppure interrogarsi su quali siano le problematiche connesse al ddl Zan, che genera discriminazione nei confronti delle donne, come la Destra sta cercando di sottolineare da mesi. La Lega ha persino proposto un “decreto alternativo”, che inasprisce le pene per gli “odiatori”, ma che elimina la questione “indottrinamento nelle scuole”.

Di tutta risposta sono arrivati solo insulti e minacce, proprio da coloro che condannano l’odio. Chapeau.

CC

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