Sbarcano i migranti della Ocean Viking. E la sinistra?

La Ocean Viking sbarca e la sinistra perde la faccia di fronte agli italiani. Attraccherà oggi a Porto Empedocle con i suoi 180 immigrati, senza nessuna quarantena a largo, come previsto in un primo momento, a prevenzione del Covid.

Quindi finisce così, secondo l’ovvio prontuario da fondamentalismo dell’accoglienza, un caso che ha scatenato l’ennesima crisi di coscienza della sinistra italiana. Dov’è finita la loro tanto sbandierata indignazione? Una sinistra con il freno a mano tirato, perché la notizia e il tema di questa imbarcazione nelle acque italiane si è trascinata per giorni, senza una risposta, una soluzione, nemmeno un rigurgito di indignazione. Un impeto di impegno civile che in altre epoche, e cioè con Matteo Salvini al Viminale, avrebbe visto eruttare torme di indignati.

Stavolta, invece, nessun “restiamo umani!”, nessun assalto alle barche, nessuna mobilitazione, nessun esponente del Pd che si precipita sulle imbarcazioni, come quando una truppa di deputati Pd si precipitò sul ponte dell’imbarcazione governata da Carola Rackete, che navigava in piena illegalità avendo contravvenuto alle disposizioni dell’autorità italiana.

Niente di niente. Al massimo, dalle parti della maggioranza, si è levato qualche tweet, come quello del Segretario Nicola Zingaretti: «Bene #OceanViking. Finalmente, in futuro si deve essere più tempestivi. Ma bene. I problemi si risolvono non si cavalcano, soprattutto quando si tratta di vite umane».

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