Scuola: via libera all’assunzione di 50.000 insegnanti e ATA. Ma se ci sarà una seconda ondata da COVID-19 questi perderanno il posto.
Concorsi, concorsi e ancora concorsi: ma se dovesse tornare il Covid? Con il conseguente ritorno alla didattica a distanza, molti degli insegnanti e ATA assunti si troveranno improvvisamente senza lavoro.
Ma andiamo con ordine: tra i nuovi emendamenti al Decreto Rilancio vi è la possibilità per le scuole di prevedere classi anche con meno di 15 studenti. Una possibilità che permetterà alle scuole di adeguarsi alle indicazioni dettate dalla Ministra Azzolina, che da una parte dovrebbe garantire (il condizionale è d’obbligo) una ripresa delle attività in sicurezza, dall’altra anche un aumento delle classi e, quindi, un aumento dell’organico tra personale docente e ATA. Un aumento necessario per allargare l’offerta didattica e per dare alle scuole tutto il supporto di cui hanno bisogno per far fronte alle difficoltà del prossimo anno scolastico.
Tuttavia, nello stesso emendamento, ci sono due falle: innanzitutto, non sono specificati né quanti saranno assunti né i limiti di spesa. La nostra Ministra si è lanciata in mirabolanti allusioni, annunciando che le assunzioni avrebbero potuto contare perfino le cinquantamila unità. Secondo, vi è una sorta di clausola di salvaguardia nel caso in cui una seconda ondata costringesse le scuole a chiudere nuovamente. E tutti i nuovi assunti?
Nessun problema! Perché si tratterà di assunzioni temporanee e – soprattutto – vincolate all’andamento della pandemia: nell’emendamento, infatti, viene precisato che i contratti sottoscritti appositamente per permettere alle scuole di aprire in sicurezza, cesserebbero in caso di stop alle lezioni in presenza a seguito dell’acuirsi della diffusione del COVID-19.
Qual è il futuro della scuola italiana? Già normalmente disfunzionale in tempi di pace, ora si è alle prese con un dilemma shakespeariano: riaprire o non riaprire? Lezioni in presenza o a distanza? Insomma, una seconda ondata – che nessuno di noi si augura – metterebbe ancora una volta in ginocchio l’istituzione formativa per eccellenza, che dovrebbe essere di certo meglio governata. Formazione a distanza a singhiozzo e docenti e ATA licenziati ancor prima di essere assunti. È questo il futuro che vogliamo?
