Anche questa settimana i 5 Stelle non hanno potuto fare a meno di essere al centro delle polemiche. Un loro esponente, in particolare, fa spesso discutere per le sue gaffe, tanto da esserne stato incoronato il “re” dai mass media. Si tratta di Danilo Toninelli, l’ex ministro pentastellato che durante il processo sull’immigrazione che ha coinvolto Matteo Salvini, diceva di “non ricordare” quanto accaduto per lavarsi le mani da ogni responsabilità.
Il grillino smemorato dalle affermazioni folgoranti è intervenuto in merito alla dichiarazione di rinuncia di Mario Draghi al suo compenso da Presidente del Consiglio. Toninelli ne ha approfittato per commentare che il premier “è diventato grillino”. “A differenza mia – ha asserito – qualche soldo nella vita lo avrà messo da parte, perché noi li restituiamo da quando siamo in politica. Comunque è una bella notizia, un buon esempio. Penso che la politica oltre alle buone azioni debba dare il buon esempio, e questo lo è. Il sottoscritto e tutti gli italiani devono ringraziare il presidente del Consiglio”.
E non è stata l’unica occasione in cui si è gonfiato il petto. Nonostante il MoVimento non nutra ottime prospettive nei sondaggi politici, a vantaggio della crescita del Centrodestra, e in particolare di Fratelli d’Italia, che questa settimana ha superato il 18% dei consensi, salendo al secondo posto dei gradimenti, Toninelli crede in un “forte” M5S. “Il MoVimento si sta riorganizzando con Giuseppe Conte, che ha dimostrato di aver saputo gestire le difficoltà dei primi momenti della pandemia. Nonostante le difficoltà interne, M5S rimane la forza più innovatrice che abbiamo”.
Per il grillino, anche Luigi Di Maio è un buon esempio, “sta facendo bene il suo lavoro”, sostiene, nonostante gli scandali senza fine in merito al Reddito di Cittadinanza (baluardo dei pentastellati), e la mancanza di spina dorsale nella difesa dei connazionali attaccati in Libia, nel recriminare la guerra in Medio Oriente e nel difendere i confini. E già, perchè proprio questa settimana abbiamo assistito a una vera e propria invasione di clandestini, di cui ormai l’Italia non sa più come liberarsi.
O meglio, una soluzione ci sarebbe, ovvero il blocco navale, come richiesto da Giorgia Meloni. Purtroppo la ministra Luciana Lamorgese non solo fa orecchie da mercante, ma continua, insieme alla Sinistra, a mantenere i porti aperti a quelli che per loro non sono considerati un “problema”, bensì delle “risorse”.
Più di 2mila migranti si sono affacciati al nostro Paese, qualche giorno fa, in sole 24h. I cittadini di Lampedusa hanno gridato aiuto, dimenticati dal Governo, che ha persino finanziato milioni per navi quarantena a disposizione degli immigrati. Ma per il giornalista Roberto Saviano l’emergenza di questi giorni non deve essere osservata come “solo” una questione emblematica da risolvere, bensì come la possibile “soluzione” all’annoso crollo demografico del nostro Paese: «l’emergenza migranti c’è, ma non nei termini in cui viene raccontata, perché non è emergenza invasione ma emergenza umanitaria e l’Italia, insieme all’Europa, ancora una volta non sembra essere sulla strada giusta. Da un lato va sottolineata con forza la assoluta necessità di salvare migranti in mare, dall’altro bisogna mostrare lungimiranza e pragmatismo ammettendo, una volta per tutte, che l’immigrazione, per un Paese demograficamente morto come l’Italia, è una benedizione e una necessità».
Parole deliranti e, ahinoi, condivise da diversi esponenti di PD e M5S. Non solo Saviano sostiene che l’immigrazione sia una necessità, addirittura una “benedizione” per il nostro Paese. Penseranno lo stesso i cittadini delle periferie delle grandi città come Roma, Napoli o Milano, dove la criminalità regna sovrana e i residenti hanno persino paura di uscire di casa?
CC
