Migranti arrivano malati a Lampedusa: non solo Covid, nell’hotspot anche scabbia e tbc

Accanto all’emergenza Covid, si innesta anche l’allarme scabbia e tbc nell’hotspot di Contrada Imbriacola. E i residenti, stremati, lanciano l’appello: per ripartire, «servono turisti, non clandestini»… Un approdo infinito. L’arrivo della bella stagione intensifica le partenze dei migranti da Libia e Tunisia. Cosa che si traduce in nuovi sbarchi per Lampedusa. Così, dopo gli arrivi di massa dei giorni scorsi: quando si sono superate le duemila presenze.

E ancora: dopo i 16 tunisini, tra cui un minore, approdati ieri sulla più grande delle Pelagie. Nella notte è stato soccorso un barcone con 61 persone a bordo, tra cui 8 minori e 5 donne, due delle quali incinte. Poco dopo è stata intercettata un’altra carretta del mare con 73 migranti, tutti uomini. Come il protocollo dell’accoglienza prevede, dunque, al termine di un primo triage sanitario, i migranti sono stati condotti nell’hotspot di contrada Imbriacola dove, prima degli ultimi arrivi, erano circa 220 gli ospiti. A fronte della possibilità di capienza massima pari a 250 migranti. Nel centro, invece, denuncia in queste ore il deputato della Lega, Eugenio Zoffili, ne sono presenti 317. Dei quali 252 minorenni.

Un sovraffollamento su cui incombono molti rischi, a partire da quelli sanitari. Rispetto ai quali, sempre l’esponente del Carroccio sottolinea: « Oltre a qualche caso di Covid, tra le patologie rilevate ci sono la scabbia e la tubercolosi che si aggiungono a ustioni e violenze, soprattutto sessuali ai danni delle donne che, in diversi casi, sbarcano gravide a seguito di stupri». Un dramma, quello dei flussi migratori, che si intensifica e che aumenta la sua portata di problematicità e drammaticità di ora in ora. E su cui grava nell’immediato, oltre il carico degli ultimi 134 arrivi in poche ore, l’ultimo soccorso della Sea Eye 4. Durante la notte, fa sapere l’Adnkronos oggi, una barca con 99 persone a bordo, la maggior parte dei quali ha raccontato di provenire dalla Siria, è stata soccorsa dalla Ong. La quale, riassumendo il quadro della situazione, ha messo nero su bianco che: «Ora ci sono circa 330 rifugiati sulla nostra nave. L’equipaggio sta lavorando al limite».

Un limite che a Lampedusa si è superato già da molto tempo. Con l’isola allo stremo. L’hotspot al collasso. E i residenti che chiedono «turisti e non clandestini» per poter ripartire. Un appello raccolto appunto dal leghista Zoffili, deputato del Carroccio e Presidente del Comitato Parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol e di controllo e vigilanza in materia di immigrazione. Una figura di riferimento, la sua, che sulla realtà che sta vivendo l’isola dà conto in un lungo post su Facebook in cui spiega: «Sono venuto per la quinta volta da quando sono deputato a Lampedusa, dove ho effettuato l’altra mattina (15 maggio ndr) un sopralluogo all’hotspot di Contrada Imbriacola in vista dell’audizione presso la Bicamerale Schengen del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Che ho convocato mercoledì 19 maggio alle ore 14 a Palazzo San Macuto». E ancora. «Ho incontrato operatori, medici e Forze dell’Ordine, che ringrazio per il loro prezioso impegno. Dopo gli arrivi di massa degli scorsi giorni, quando si sono superate le duemila presenze, oggi all’interno della struttura ho rilevato una situazione meno problematica, seppur all’interno di un quadro che permane emergenziale».

«A fronte di una capienza massima di 250 migranti, nel centro ne sono presenti 317 dei quali 252 minorenni. Oltre a qualche caso di Covid, tra le patologie rilevate ci sono la scabbia e la tubercolosi che si aggiungono a ustioni e violenze, soprattutto sessuali ai danni delle donne che, in diversi casi, sbarcano gravide a seguito di stupri. Dopo la visita all’hotspot, ho incontrato alcuni cittadini insieme al responsabile Lega dell’isola, Attilio LuciaTutti mi hanno detto di volere turisti, non clandestini, e per ottenere questo risultato è necessario lavorare di più sui rapporti diplomatici coi paesi di provenienza degli immigrati. Mercoledì porterò al ministro Lamorgese la situazione e le testimonianze raccolte. Continuando a lavorare affinché si possa porre presto fine al traffico di esseri umani che, rispetto a quando Matteo Salvini era Ministro, vede gli sbarchi triplicati».

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