Le culle in Italia sono sempre più vuote: le nascite sono ai minimi storici e Vittorio Feltri è molto preoccupato per il futuro del Paese.
“Quando mi sposai, una vita fa, la popolazione mondiale era all’incirca di tre miliardi e mezzo. Dopo un paio di lustri era di molto aumentata: cinque miliardi. Ora è sul punto di raggiungere gli otto miliardi. Alla faccia delle culle vuote. Indubbiamente vi sono Paesi sudamericani e asiatici in cui si scopa come mandrilli e in certe famiglie si registrano decine di parti coniglieschi, per cui la quota totale dei pargoli che piovono sulla Terra è mostruosa, mentre in Italia si scopa con moderazione, per fortuna, almeno noi non contribuiamo a far esplodere il pianeta. Poiché però la Terra è una sola non possiamo considerare nel computo finale unicamente il complesso di persone viventi nella nostra Nazione.
Si dà il caso che l’umanità da sempre emigri cercando di insediarsi in luoghi ospitali, dove costruire un avvenire migliore: cibo, lavoro e benessere. Ovvio che sia così. Pertanto la nostra Patria è inutile che inciti i cittadini a sfornare bambini in quantità industriali, quando è impossibile mantenerne, per i nostri sposi, alle prese con costi pazzeschi, più di un paio. Semmai ciascuno di noi (e il governo) è obbligato a impegnarsi per blindare i confini in modo da controllare l’ingresso degli stranieri, affinché non superi certi limiti di sicurezza. Questa è una partita che va giocata in difesa e non all’attacco. Dare figli alla luce va bene fino a un determinato punto, opportuno invece sarebbe spegnere la luce in maniera che gli immigrati ci perdano di vista”.
