L’emergenza migranti ormai è diventata molto preoccupante. Davanti al Comitato parlamentare Schengen nell’ambito di un’indagine conoscitiva, il ministro Luciana Lamorgese ammette «le proposte contenute nel nuovo patto europeo per l’immigrazione e l’asilo non sono soddisfacenti per Italia». Ragione per cui il governo vuole «riattivare il patto di Malta». In tal senso, la Lamorgese ha annunciato la presentazione «a breve» di «un protocollo di intenti».
Tuttavia, l’azione integrata degli organi di contrasto nazionali e delle agenzie europee resta, a giudizio del ministro, la prevenzione più efficace contro il «terrorismo» e le sue «possibili infiltrazioni nei flussi migratori». Lo confermano i 4mila controlli effettuati su altrettanti migranti nel periodo compreso da ottobre 2018 al 30 aprile scorso. Ma è sui rimpatri che la Ue non si vede. «Chi non ha titolo per entrare nel nostro Paese deve essere rimpatriato», ha detto il ministro. Facile a dirsi, ma non a farsi. La procedura, ha lamentato la Lamorgese, è troppo complessa. Da qui l’appello ad un «maggiore sforzo» della Ue. Non solo nella negoziazione dei nuovi accordi ma anche «nel sostenerne finanziariamente l’implementazione da parte degli Stati membri impegnati in tale esercizio».
