Antonella Viola è un fiume in piena. Sulle rivalità tra esperti di Covid, in una lunga intervista a La Stampa, mantiene un profilo basso. “Parlare di vaccini è stato un bene, abbiamo attirato l’attenzione di tante persone sulla scienza e sulla ricerca. Ovvio che lo scontro non è mai piacevole. Diciamo che quello che può succedere nei nostri convegni stavolta si è visto in tv”. Poi la prof parla della sua bellezza, dell’orgoglio dei figli, della popolarità che non le dispiace: “Siamo volubili, si sa, dunque tutti a dire: hai visto che meraviglia, la Viola? Sono comparse schiere di uomini e donne imploranti, come se un meteorite stesse per cadere sulle loro teste e solo lei fosse in grado di salvarci. Lei. Ma chi è, lei?”. Poi l’immunologa dell’università di Padova ricorda la lite con Briatore, che l’aveva accusata di parlare a sproposito sulle chiusure dei locali notturni. “Disse che io non avevo mai lavorato per mantenere posti di lavoro di altri, ma non è vero….”.
Quando si passa alla parte politica dell’intervista, Viola lascia i freni. Si dichiara stupita dalle polemiche sul ddl Zan – “Mi stupisce, sembra banale e scontata l’idea dell’approvazione, nn capisco che cosa si stia aspettando” – e si schiera in difesa della famiglia aperta: “Io ho una famiglia molto tradizionale e una cosa la so per certo: una famiglia è caratterizzata dall’armonia e dall’amore che ci sono in casa. Il resto sono solo posizioni rigide, in genere di persone di una certa età”. E aggiunge: “Mi piace la politica ma non è il mio mestiere, io faccio lo scienziato. Draghi? Se mi chiamasse a fare il ministro della Salute andrei subito. Draghi o Conte? Difficile…”. “A me Conte non dispiaceva. Si è impegnata tanto ed era forse più vicino alla gente di Draghi, che ha grande esperienza e curriculum, ma forse è un po’ distante dalla vita reale. Sì, sono progressista, sono curiosa di vedere che cosa farà, è una persona interessante”.
