Ira della Meloni: “Nel governo c’è una sinistra arrogante: pretende di portare a casa tutto”

Intervistata da Sky Start, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni torna all’attacco della sinistra, definendola “arrogante” perchè “pretende di portare a casa tutto”.

Draghi al Quirinale? «È troppo presto per dire cosa penso. Non ho elementi per valutare compiutamente, non so nemmeno se lui è interessato. I nomi ce li ho, ma non lo direi qui un anno prima».

Nel centrodestra, su «chi deve fare il presidente del Consiglio la regola c’è ed è efficace. Ho sentito Letta dire che nella coalizione di centrosinistra la regola è che il premier è la persona indicata dal partito più votato. La regola c’è».  E poi ancora: «Ci sono sondaggi che danno FdI sopra il Pd e il M5s, a me interessa questo, dimostrare che i due principali partiti sono di centrodestra, lavorare perché si cresca tutti insieme. Credo che l’obiettivo debba essere quello». Poi la puntualizzazione: «Per fare le cose di cui c’è bisogno in Italia serve una maggioranza forte, con idee chiare e un vincolo di alleanza forte. Non avrebbe senso per me, e per il centrodestra, lavorare uno contro l’altro». Quanto poi a «questo racconto, Salvini contro Meloni, è un gioco interessato. Noi siamo insieme perché le nostre visioni sono compatibili, per scelta. Io penso che al di là questa parentesi, di questa fase transitoria, il centrodestra sarà ancora più pronto a governare l’Italia».

Per le amministrative «non siamo per niente in ritardo. Si vota a metà ottobre, i tempi ci sono, l’importate è mettere in campo proposte competitive. Ci stiamo lavorando, il racconto di un centrodestra diviso è interessato». La Matone candidato sindaco del centrodestra a Roma? «Ci sono diversi profili – spiega la leader di FdI – io non parto da una donna o da un uomo ma da una persona capace, si stanno sondando. Sono molto contenta della capacità del centrodestra di aprirsi. Ho letto della Matone, di Michetti, ce ne sono altri, le candidature vanno vagliate con serietà e con l’obiettivo di vincere».

Quello del blocco dei licenziamenti “è un falso problema”. «Le imprese hanno difficoltà a sopravvivere, non c’è blocco di licenziamenti che tenga – ha spiegato la leader di FdI – Il blocco non impedisce l’ecatombe occupazionale verso cui rischiamo di andare. Il punto è impedire che chiuda quel 40% di imprese stimato».

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