Le restrizioni imposte dal governo Conte con l’insorgere della pandemia hanno segnato dati drammatici nel mondo dell’occupazione. L’anno scorso sono stati 456.000 gli occupati in meno rispetto al 2019 (-2,0%). Ma è significativo anche l’aumento degli inattivi: 711.000 in più. Si tratta di una quota importante della popolazione che non colloca il lavoro nel proprio orizzonte. Fra gli inattivi sono inclusi circa 3 milioni di persone che potrebbero lavorare. Questo segmento è aumentato in un anno di 217.000 unità.
La ricerca di un nuovo lavoro – sia nel caso di persone che il lavoro l’hanno perso, sia nel caso di persone che si apprestavano a cercarlo per la prima volta o dopo un periodo di assenza dal mercato del lavoro – è stata scoraggiata da un contesto percepito come troppo complesso per poter essere affrontato con i propri mezzi e con le proprie risorse.
