Galli dà la colpa ai “giornali di destra” per l’etichetta di ‘catastrofista’

Il direttore delle Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, se la prende con la destra per l’etichetta di “catastrofista” che gli è stata assegnata. Al ‘Corriere della Sera’ infatti dice: “Io catastrofista? Respingo questa definizione. Direi che per motivi molto politici e poco nobili questa etichetta – chiarisce l’infettivologo – è stata appiccicata addosso a me e ad altri miei colleghi dai giornali di destra. Ma tra l’essere ottimisti per piacere, in assenza di dati (li chiamo riduzionisti), e raccontare come stanno davvero i numeri passando per catastrofisti c’è differenza.

“In una certa fase i dati non ci spingevano all’ottimismo e c’era la necessità di mantenere ben chiaro che non si poteva abbassare la guardia, soprattutto dopo il precedente dello scorso anno, quando eravamo in pochi a dire che il virus sarebbe tornato a farci visita, come puntualmente è successo”.

“Il mio è un compiaciuto stupore, perché in Italia i numeri dell’epidemia sono in netto miglioramento, al di là delle più rosee aspettative. Con le riaperture c’era un 10% di probabilità che le cose seguissero questa via, ma alla fine è andata bene e ne sono davvero felice”. Così Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, al ‘Corriere della Sera’, sull’evoluzione della pandemia di Covid-19 in Italia. Il professore della Statale non era d’accordo con le riaperture di fine aprile. Parlò di “rischio calcolato male”.

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