Ad affondare è stata la MV X-Press Pearl, mercantile immatricolato a Singapore, che trasportava 1.486 container tra cui 25 tonnellate di acido nitrico insieme ad altri prodotti chimici e cosmetici. A bordo del cargo c’erano 28 container di materiali per la produzione di plastica, 25 tonnellate di acido nitrico e idrossido di sodio, oltre ad altre sostanze chimiche. Enorme anche il carico di carburante, 300 tonnellate circa. Proprio quest’ultimo, insieme ai materiali plastici, aveva iniziato a invadere le acque e le spiagge nella zona dell’incendio – il porto di Kepungoda, a circa 20 chilometri a nord di Colombo, capitale dello Sri Lanka. Le autorità e le squadre di soccorso erano riuscite a domare le fiamme solo dopo alcuni giorni di tentativi e avevano tentato di trainare il relitto al largo, lontano dalle coste, per limitare i danni ambientali. Il tentativo, tuttavia, non ha avuto buon esito. La nave ora è affondata e con essa il suo carico altamente pericoloso.
Charitha Pattiaratchi, professore di oceanografia alla University of Western Australia, ha spiegato che ben 3 miliardi di minuscole palline di plastica sono già state rilasciate e che queste palline conosciute come ‘nurdles’, “persisteranno per sempre nell’ambiente marino perché non sono biodegradabili”.
