Secondo i sondaggi, quasi 3 italiani su 4 sono abitudinari delle sagre e delle feste di paese autunnali. Adesso, con il nuovo decreto che prevede severe misure per contrastare i contagi da Coronavirus, gli amanti di questo tipo di eventi saranno costretti a rinunciarci.
Dal lato degli organizzatori, sono circa 34mila gli operatori ambulanti nell’alimentare che dovranno dire addio (almeno momentaneamente) agli eventi enogastronomici e folkloristici, perdendo ovviamente la possibilità di guadagnare dalla vendita di prodotti caratteristici del posto. Si stima che gli acquisti degli italiani che sfruttano queste occasioni per rifornire le proprie dispense di generi tipici, ammontino complessivamente a ben 900 milioni di euro all’anno.
L’acquisto di un alimento direttamente dal produttore è infatti una occasione per conoscere non solo il prodotto, ma anche la storia, la cultura e le tradizione che racchiude. Non dimentichiamo che l’Italia è leader mondiale nel turismo enogastronomico con 306 specialità ad indicazione geografica riconosciute a livello comunitario e 524 vini Dop/Igp.
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