La Russa dice no al partito unico: «Compatti sì, ma ognuno con la propria identità»

 

“Lega e Forza Italia hanno la necessità di contrastare una forte presenza nel governo della sinistra. Che infatti aveva già costituito un inter-gruppo parlamentare. E si vede: in Parlamento arrivano progetti di legge ideologici che a sinistra sono stati studiati bene prima”. Lo dice Ignazio La Russa in una lunga intervista a La Verità.

“Un intergruppo Lega-Fi-Fdi. A cui ora aggiungerei anche Coraggio Italia”, rilancia il senatore di FdI. Con l’obiettivo di coordinare l’attività parlamentare, “limitatamente ai punti del programma di centrodestra”.

All’epoca gli alleati non risposero. “Giorgia penso che sarebbe ancora disponibile”, fa sapere La Russa. Che boccia invece l’ipotesi del partito unico. Senza rimpianti. “In questo momento non è possibile”, dice. Neppure guardando alle politiche del 2023. “La gente non lo vuole. Abbiamo avuto l’esperienza del Pdl e non è stata la più felice. Sia per noi, sia per Forza Italia. La gente, semmai, vuole che la coalizione sia unita”.

Un’unione di fatto già garantita dalla legge elettorale. “Nei collegi uninominali si presenta un solo candidato”, sottolinea La Russa. “Quindi, è come se fosse sostenuto da un partito unico. Dopodiché, ognuno manifesta la propria identità nei collegi plurinominali”. Niente partito unico, insomma. Il passato insegna. “Meglio unirsi sul piano dei contenuti e dell’amicizia. Piuttosto che finire intruppati in un unico partito. In cui magari ci si divide per bande. L’esperienza del Pd mi insegna questo“.

 

 

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