Si chiude la vicenda sui marò. Secondo quanto si apprende da Secolo d’Italia, dopo 9 anni l’India ha messo finalmente la parola fine a tutti i procedimenti contro Salvatore Latorre e Massimiliano Girone. I due fucilieri di Marina accusati di aver ucciso due pescatori al largo delle coste del Kerala. A febbraio del 2012 mentre erano in servizio sulla nave mercantile Enrica Lexie.
Lo annuncia la Corte suprema di Nuova Delhi, come riferiscono i media locali. In seguito alla decisione finale di luglio dell’arbitrato internazionale, l’India aveva accettato di chiudere il caso dopo il deposito del risarcimento di 100 milioni di rupie, circa 1,1 milioni di euro. Destinato ai parenti delle vittime. La somma di denaro si aggiunge a quella già versata in passato dall’Italia per circa 245 mila euro.
Secondo i media di Nuova Delhi, la Corte Suprema considera “ragionevole e adeguato” il risarcimento, 80 milioni dei quali dovranno essere depositati a favore degli eredi dei due pescatori (40 per ogni famiglia) e 20 milioni al proprietario dell’imbarcazione.
“Si chiude il caso con l’India. Un successo della diplomazia italiana”. Così su Twitter Paolo Gentiloni, commissario Ue agli Affari Economici. Che commenta con soddisfazione la notizia della chiusura di tutti i procedimenti contro i due marò italiani da parte della Corte Suprema indiana.
Lo scorso luglio, infatti, il tribunale arbitrale internazionale sul caso dei marò aveva dato ragione all’Italia. I giudici dell’Aja hanno riconosciuto “l’immunità” dei due fucilieri di marina. Arrestati nel febbraio 2009 con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati. Il tribunale ha riconosciuto che Girone e Latorre erano funzionari italiani. E hanno agito nell’esercizio delle loro funzioni. Dunque ha precluso all’India l’esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti. E ha invitato le due parti a raggiungere un accordo.
