Sgarbi azzanna Virginia Raggi: «Ha distrutto l’immagine di Roma»

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi è in lizza per l’assessorato della Cultura a Roma. Secondo quanto si legge su Secolo d’Italia, vuole ridare dignità e  ruolo alla Capitale e per questo punta a trasformarla in una Louvre a cielo aperto. «Sono riuscito nell’intento a Sutri, vuole che non ce la faccia con i tesori che ci sono a Roma?». In un’intervista a La Verità il critico parla dei suoi programmi. «Oggi nell’Urbe tutto è spento e morto. Io dico che il patrimonio di Roma è la sua storia millenaria». E attacca la Raggi: «Pensa che il patrimonio di Roma sia il nuovo stadio». E poi ancora: «Se diventerò assessore le intitolerò un vespasiano. Come fosse un monumento alla sua amministrazione».

Sgarbi punta il dito: «Lei con altri, per amore della popolarità, si è divertita a distruggere l’immagine della città con la storia della mafia». E spiega: «Siccome per certi magistrati Palermo è la città gloriosa di Falcone, oggi le toghe romane cercano di far diventare Roma come Palermo. È stata un’operazione precisa. Prendi due poverini come Buzzi e Carminati, che hanno combinato quattro fregnacce di piccola corruzione, e li fai diventare capimafia». “Immagino si riferisca all’inchiesta di Mafia Capitale”, gli chiede il giornalista de La Verità.  «Quella roba è servita a Pignatone e alla Raggi – risponde Sgarbi –.  Si sono inventati Roma mafiosa per poter ergersi ad eroi antimafia. Peccato che oggi anche la Cassazione abbia riconosciuto che a Roma la mafia non c’era. E questi insistono».

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