Gasparri fa a pezzi i 5 Stelle: “Il loro fallimento è la vittoria della saggezza”

Il movimento del nulla si è fatto super casta e super rissa”. In queste ore di gran caos nel M5S e con il duello Grillo-Conte ai titoli di coda, Maurizio Gasparri osserva e riflette sulla parabola di un movimento che doveva cambiare il mondo. “Erano partiti in teoria per cambiare il mondo -spiega la metamorfosi Gasparri- . Ma ora sono divisi soltanto dalla prosecuzione della loro avventura di potere. Litigano abbarbicati a un seggio. L’unica cosa che gli interessa è il terzo mandato”.

Tutto per il potere. E’ infatti anche questa la diagnosi fornita dal pofessor Becchi, ideologo della prima ora del movimento poi allontanatosi a grandi passi. In un’intervista al Giornale Becchi ipotizza che proprio la logica del mantenimento del potere alla fine terrà insieme i due contendenti. Per Becchi dietro la rottura c’è qualcosa di più: “Questa non avviene sui programmi, è questione di potere: Grillo non vuole essere messo da parte. Conte aveva fatto bello e cattivo tempo, Grillo gli ha detto che ora dovranno valutare insieme le decisioni più importanti. Ma, per dire, sul fare del M5s una costola del Pd i due sono d’accordo”.

 

I pentastellati “sono diventati dei super professionisti della politica senza avere nessuna cultura”, attacca Gasparri. “I grillini sono il fallimento totale. La penosa rissa tra Conte, il nulla, Grillo, l’astio e l’odio, dimostra come l’improvvisazione e l’incompetenza non possono sostituire la politica. I partiti avranno fatto mille errori e avranno meritato mille sanzioni nelle urne. Ma pensare di sostituire la politica con il nulla assoluto si è dimostrata una illusione”.

“Questa penosa rissa dei 5 Stelle ci dà una soddisfazione postuma. Hanno seminato odio e ignoranza, astio e denigrazione. Affondano nel nulla da cui sono venuti. Una pagina più ridicola che oscura della storia che si chiude”, prosegue Gasparri. “Il loro fallimento è la vittoria della saggezza, della libertà e della democrazia. Nessuno li rimpiangerà. E si preparino ad abbandonare seggi, ruolo da casta e privilegi. Finalmente Fico potrà girare quanto vuole in autobus. Senza i viaggetti propagandistici del primo giorno da Presidente della Camera”. (Secolo d’Italia)

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