Il ministro della Salute, Roberto Speranza, qualche giorno fa affermava: “Nei giorni scorsi il gabinetto del ministero ha inviato alla Conferenza delle Regioni la bozza di accordo per il superamento della contenzione meccanica nei luoghi di cura della salute mentale”, aveva detto alla seconda conferenza sulla salute mentale. Lo stesso ministro aveva sottolineato il fatto che si tratta di “un provvedimento importante di grande valenza etica, che risponde a raccomandazioni ricevute da vari enti, tra cui il Comitato nazionale di bioetica”. Obiettivo del ministero è abolire la contenzione meccanica nei luoghi di cura.
Secondo quanto si apprende da Fanpage.it, il testo del documento, inviato a Regioni e Comuni per un primo esame e pubblicato da Quotidiano Sanità, è solamente una bozza, ma contiene quello che a grandi linee sarà il provvedimento che porterà al “definitivo superamento della contenzione meccanica in tutti luoghi della salute mentale in un triennio”. Quindi entro il 2023. Nelle strutture del Dipartimento di salute mentale la contenzione meccanica “è pratica diffusa, a volte routinaria anche se sommersa”, si legge nel testo. Vengono citate anche le ultime rilevazioni disponibili, che parlando dell’85% degli Spdc (Servizi psichiatrici diagnosi e cura) “fa ricorso alla contenzione e che questa si accompagna di norma ad altre limitazioni della libertà personale”. Viene evidenziato anche che è una pratica che produce chiaramente “esiti psicofisici negativi”, con possibili danni fisici che possono portare persino alla morte.
