Decreto Ristoro: da novembre gli accrediti per le categorie colpite dal dpcm

Il decreto Ristoro prevede nuovi contributi a fondo perduto, per un totale di 1,2 miliardi di euro di aiuti.

Il Mise e il Mef stanno lavorando per definire la struttura e i meccanismi di erogazione di tali indennizzi. Dalle dichiarazioni di Gualtieri, comunque, sono già emerse alcune caratteristiche di questi specifici sostegni alle imprese.

L’Agenzia delle Entrate si occuperà del pagamento diretto sul conto dei beneficiari, come già avvenuto con quanto stabilito nel decreto Rilancio. I soggetti economici coinvolti nell’erogazione precedente, potranno ricevere già entro metà novembre (l’11 novembre ha anticipato Gualtieri) l’importo a fondo perduto sul conto corrente.

Per coloro invece esclusi dalla misura del decreto Rilancio, ovvero realtà economiche con fatturato superiore ai 5 milioni di euro, i tempi saranno più lunghi. Queste imprese, infatti, saranno coinvolte nei sostegni a fondo perduto del decreto Ristoro, ma dovranno presentare domanda.

Per quanto riguarda gli importi dei ristori, non ci sono dettagli specifici. Il ministro Gualtieri si è sbilanciato affermando che: “daremo un indennizzo superiore questa volta di quello ricevuto la volta scorsa”.

Nel decreto Rilancio veniva offerto il 10,15 e 20 per cento in base ai ricavi o compensi compresi in diminuzione rispetto al 2019 e compresi in tre fasce.

Per le persone fisiche era previsto un minimo di 1.000 euro, aumentato a 2.000 per le persone giuridiche. Al momento, per il decreto Ristoro, non è chiaro se i criteri di erogazione del fondo perduto saranno gli stessi. Allo studio ci sono importi maggiori almeno di una volta e mezzo secondo fonti governative.

Il viceministro all’Economia Misiani ha sottolineato la necessità di distinguere tra le imprese che chiuderanno alle 18.00 e quelle costrette al blocco totale delle attività, con maggiori sostegno per queste ultime.

Eliminazione rata IMU

In arrivo molto probabilmente anche la cancellazione della rata IMU. L’imposta, in scadenza il 16 dicembre, dovrebbe essere eliminata per le imprese e i soggetti economici colpiti dal DPCM, come annunciato dallo stesso Gualtieri.

Credito di imposta affitti

Il decreto Ristoro dovrebbe anche prorogare il credito di imposta sugli affitti. Il ministro Gualtieri ha parlato di tre mesi in più di sostegno per imprese e commercianti che devono sostenere la spesa mensile della rata di affitto.

Nello specifico, si avrà la possibilità di scontare il credito dal canone o cederlo al proprietario.

Cassa integrazione

Il provvedimento dovrebbe contenere anche la proroga della Cig, specificatamente per le imprese che l’hanno utilizzata in modo continuativo e per le quali la scadenza è meta novembre.

Si ipotizza uno slittamento della Cassa integrazione di 6 o 10 settimane, per un valore di 1,6 miliardi di euro.

Bonus 1.000 euro

Gualtieri, nel presentare le linee guida del decreto Ristoro, ha parlato anche di un’indennità di 1.000 euro da erogare per categorie più in difficoltà, che potrebbero comprendere:

  • stagionali del turismo;
  • stagionali dello spettacolo;
  • operatori dei centri sportivi;
  • per i lavoratori occasionali e intermittenti
  • venditori a domicilio

Il bonus andrebbe a colmare perdite di guadagno di categorie inserite nelle chiusure e limitazioni del nuovo DPCM. Restano tutte da definire, comunque, caratteristiche e entità di tali sostegni una tantum.

In una dichiarazione da poco rilasciata, il ministro dello Sport Spadafora ha annunciato che per il mese di novembre stagionali del turismo, spettacolo e lavoratori a intermittenti dello sport che non sono compresi nella cassa integrazione potrebbero ricevere 800 euro.

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