Scandalo a sinistra, sindaco di Avezzano condannato: faceva la spesa con l’autoblu

Secondo quanto si apprende su Secolo d’Italia, il sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio, eletto con una lista civica di centrosinistra, è stato condannato dal Tribunale dell’Aquila a un anno e 4 mesi per peculato.

Il primo cittadino di Avezzano, 66 anni, fratello dell’ex presidente del consiglio regionale, il dem Giuseppe Di Pangrazio, è stato condannato nell’ambito del processo sul presunto utilizzo a fini personali delle auto blu della Provincia dell’Aquila. I fatti contestati risalgono al 2014, quando Di Pangrazio era  dirigente dell’Ente.

In seguito alla condanna di primo grado, ai sensi della legge Severino, per il primo cittadino scatta la sospensione per 18 mesi.

I fatti risalgono al 2014 e dopo due anni gli investigatori misero  i sigilli a tre autoblu di proprietà della Provincia. L’ex primo cittadino, a cui vengono contestati 5 viaggi per un totale di 600 euro, era già stato ascoltato in udienza all’Aquila nel gennaio dello scorso anno.

I Pm avevano chiesto 4 anni e 2 mesi per la dirigente della Provincia Paola Contestabile di Celano. Nonché 3 anni e 8 mesi per l’autista Mario Scimia del capoluogo abruzzese. Due anni e 8 mesi per l’autista Maria Pia Zazzara di Pescina. Inoltre a un anno per Anna Maceroni di Avezzano. Mentre l’ex autista Ercole Bianchini ha già patteggiato a 2 anni. I reati contestati – a vario titolo – sono l’illecito utilizzo delle autovetture di servizio, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso e favoreggiamento.

Secondo i Pm le auto (due Alfa Romeo e una Fiat Panda) venivano utilizzate per fini personali, viaggi o semplicemente per andare a fare la spesa, a danno della collettività.

 

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