“Ma chi è Fedez? Ma chi c… è Fedez?”. Vittorio Sgarbi si scatena alla sua maniera in un video su Fb sul “comizio” con Zan che via Instagram il rapper ha organizzato: ospiti via social anche Marco Civati e a Marco Cappato. Naturalmente il dibattito è tutto orientato dividendo i buoni e i cattivi. Discutere i punti chiave del testo significa volerlo affossare, per cui niente discussione. Il ddl Zan è bello e guai a chi lo tocca. “Io non ho l’obiettivo di entrare in politica. Io e Chiara Ferragni siamo cittadini ed entriamo nel dibattito pubblico parlando di cose che riguardano noi e voi”, esordisce nel video. “Silvio Berlusconi fa l’imprenditore e il politico; Montezemolo fa l’imprenditore e dice la sua, Briatore fa l’imprenditore e dice la sua: e invece Fedez e Chiara Ferragni vanno regolamentati….”. Fedez rivendica così la libertà di entrare nel vivo del dibattito pubblico.
Libertà che nessuno neanche Sgarbi intende contestargli. Il problema è la preparazione con cui si parla di certi argomenti e il modo di rapportarsi con chi la pensa diversamente. “Fedez è una persona che si può guardare, rispettare. Canterà, ha una moglie importante… Sono persone di cui si parla… – spiega Sgarbi nel video -. Se aveste una malattia, chiedereste a Fedez cosa fare? ‘Cosa devo fare, caro Fedez?’. Andreste da un medico, da uno specialista..”, dice Sgarbi. Evidenziando la mancanza di competenza e preparazione del rapper, che sui social ha preso invece di mira chi vorrebbe discutere senza fratta alcuni punti chiave del ddl Zan. Il critico d’arte pertanto ha stigmatizzato le frasi “qualunquiste” precedentemente dette sui politici che “fanno schifo”. In particolare sulla figura di Renzi, ‘politico pagato dagli italiani’. (Secolo d’Italia)
