Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani ha incontrato l’inviato speciale Usa per il clima John Kerry e il ministro della Transizione ecologica francese, Barbara Pompili. “Italia e Usa insieme per un’alta ambizione e per azioni stringenti in questa decade per tenere la temperatura del pianeta a 1,5 gradi”, ha scritto il ministro su Twitter al termine dell’incontro con Kerry.
“Difendendo l’ambiente abbiamo la possibilità reale di migliorare la vita delle persone e siamo alla vigilia del maggior cambiamento dalla rivoluzione industriale”, ha detto in un’intervista a Repubblica l’inviato speciale Usa sul clima la cui impressione è’ che i singoli Paesi vogliono fare meglio nella protezione dell’ambiente e vogliono riuscirci adesso”. Secondo Kerry, “siamo di fronte alla possibilità della più grande trasformazione dalla rivoluzione industriale”.
“Dobbiamo decarbonizzare: è un must, un impegno improcrastinabile, ma dobbiamo farlo a livello internazionale con una geopolitica condivisa, altrimenti basta che due o tre Paesi grossi non aderiscono e il sistema salta”, ha indicato Cingolani.
Il comunicato finale, ha spiegato il ministro, “è particolarmente ambizioso e riflette la visione della presidenza italiana”. Il documento “è composto da 7 pagine e 25 articoli, individua 10 linee di intervento che riflettono la visione del Pnrr italiano: soluzioni naturali per il clima, lotta al degrado del suolo, sicurezza alimentare, uso sostenibile dell’acqua, tutela degli oceani, lotta alla plastica in mare, uso sostenibile e circolare delle risorse, città sostenibili, educazione, finanza verde”, ha continuato, rimarcando “il frutto di un lavoro impostato a partire da febbraio“.
“Al di la del G20 il passaggio numero uno è che noi dobbiamo arrivare, come Paesi ricchi, a mantenere accordi internazionali che prevedano il versamento di 100 miliardi di dollari ai Paesi vulnerabili: oggi siamo a 60 miliardi”, ha aggiunto. “Bisogna aumentare il contributo di base, una specie di fondo. Gli accordi che abbiamo preso in questo G20 allargati alla Cop 26 dovrebbero iniziare a fare la differenza”, ha aggiunto il ministro.
Napoli blindata per l’evento e le proteste
Ma non mancano le proteste. Un gruppo di attivisti dei movimenti ambientalisti e dei centri sociali, che partecipano al controforum in coincidenza con il summit che si svolge a Palazzo Reale, stamattina ha bloccato il traffico nella zona del porto. Tutto l’area che va da piazza Trieste e Trento a piazza del Plebiscito e dintorni è transennata ed è bloccato l’accesso al traffico e ai pedoni.
“Il ministero e il governo tutto è pronto a parlare ma non so cosa ci sia da protestare e da fare tafferugli oggi”- Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nel corso della conferenza stampa al termine della prima giornata ei lavori del G20 dell’Ambiente, a chi gli domanda se sia pronto a dialogare con i manifestanti che hanno cercato di raggiungere la sede del vertice, Palazzo Reale, e sono stati bloccati dalle forze dell’ordine.
