La vittima dell’attentato a Lione, Nikolaos Kakavelakis, 52 anni e padre di famiglia, potrebbe avere giustizia. Secondo il procuratore, Nicolas Jacquet, è stata arrestata “una persona che può corrispondere agli elementi forniti dai primi testimoni”. L’individuo non era armato al momento del fermo. I testimoni hanno raccontato che l’autore degli spari, che hanno lasciato il prete tra la vita e la morte, era alto 1 metro e 90 centimetri e indossava un lungo impermeabile scuro. Il prete è stato colpito due volte all’addome, il secondo a bruciapelo, intorno alle 17:00. Le detonazioni hanno allertato i vicini e una pattuglia della polizia municipale, che sono accorsi sul posto e hanno trovato a terra il religioso ferito. Dopo i primi soccorsi, il prete è stato trasferito in un vicino ospedale, dove la sua prognosi rimane riservata. L’ipotesi di un’azione terroristica è ancora sul tavolo. Gli inquirenti sembrano indagare sulla possibilità di un conflitto scatenato dalle tensioni all’interno della piccola comunità religiosa di Lione. Per il momento l’ipotesi non è confermata, ma viene presa in seria considerazione nelle indagini. La vittima era al centro di un caso giudiziario: accusato di autoritarismo e appropriazione indebita da un ex monaco ortodosso, il prete aveva finito per sporgere denuncia per diffamazione.
