Il leader della Lega Matteo Salvini promette agli italiani che con la Lega al Governo non si tornerà alla Legge Fornero in tema pensioni, in quanto questa “ha già fatto abbastanza danni”.
In realtà l’addio a Quota 100 nel 2022 è ormai cosa certa e appare molto difficile pensare che per quella data ci sarà l’introduzione di nuove misure di flessibilità alternative alle strade per il pensionamento previste dalla Legge Fornero.
Matteo Salvini durante i vari convegni elettorali non manca di elogiare i risultati raggiunti da Quota 100, misura che di fatto ha consentito il pensionamento a partire dall’età di 62 anni, con 38 anni di contribuzione (e non 40 come dichiarato da Salvini).
Secondo le stime dell’Inps, nell’intero triennio saranno circa 300 mila le persone che sono andate in pensione in anticipo grazie a Quota 100: troppo poche per poter affermare che questa misura ha cancellato, o comunque superato, la Legge Fornero. Basti pensare che ogni anno le nuove pensioni liquidate dall’Inps sono tra le 750 mila e le 800 mila per capire che 300 mila in tre anni non può essere un grande risultato (tant’è che le stime iniziali erano molto diverse).
Altra inesattezza di Matteo Salvini è quando parla di Quota 100 che ha permesso il ricambio generazionale nel mercato del lavoro. I dati, però, non ci dicono questo: per ogni tre neopensionati, infatti, c’è stato appena un nuovo assunto.
Non si può, dunque, essere fieri di Quota 100 né tanto meno si può pensare che questa misura sia riuscita a sospendere le regole per il pensionamento dettate dalla Legge Fornero. La maggior parte di coloro che sono andati in pensione tra il 2019 e il 2021, infatti, lo ha fatto ancora con le regole decise in quel dicembre del 2011.
