Vittorio Sgarbi, critico d’arte e politico, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Specchio: “Sono un oppositore estremo delle unioni civili perché sono contrario al matrimonio in assoluto, che considero una dannazione. Esistono gli individui, non la coppia. Ho tre figli e tutti hanno rapporti straordinari con me senza che ci sia stato bisogno di educarli e di viverli quotidianamente. Carlo, 32 anni, ha la vocazione a fare il marinaio riservista, ma lavora per Intesa San Paolo a Bruxelles. Mi chiama genitore, non papà. Quando morì la madre, non volle venire a Roma a vivere con me. L’ho rivisto da adulto e abbiamo rapporti cordiali. Evelina credo abbia 20 anni, è furbissima, ha il carattere come il mio, ribelle, sfrontata. Andrà a fare il Grande Fratello. Alma ha 20 anni, vive con la madre albanese, ha un’anima delicata e gentile”.
Sulla sorella Elisabetta: “Lei è cresciuta con le mie angherie. La portavo al cimitero per farle sentire i fantasmi. Con il tempo ha seguito le indicazioni familiari laureandosi in Farmacia, poi si è resa conto che quel tipo di vita è simile all’ergastolo, faticosissima come tra l’altro avevamo capito osservando la vita di nostro padre, che non aveva pace nemmeno di notte. E poi è entrata nel mondo editoriale e, passo dopo passo, è arrivata dove è. Lei mi dà consigli di vita e io contraccambio con consigli editoriali per quanto riguarda le scelte sull’arte”.
Sulla madre: “Era molto severa e mi mise in collegio. La sua intelligenza si manifestava nella velocità. È stata una grande collaboratrice. Elisabetta va ogni domenica al cimitero e le legge i miei articoli. Non la amavo in quanto madre, ma in quanto donna intelligente. Quando ha iniziato a perdere colpi l’ho chiamata di meno, frequentata di meno. Nessun senso di colpa. Anche perché avevo reso i miei genitori spregiudicati e rock. So che mi capiva. Mia madre era una mia coetanea e questo le ha dato una grande ragione di vita”.
Sulle querele: “670 da quando ho iniziato la televisione, 5 solo da Di Pietro, a cui ho dovuto dare 300mila euro. Adesso però siamo diventati amici. Ho fatto i conti e, tra risarcimenti e avvocati, ho speso due milioni e mezzo di euro”.
