Continua a far discutere l’obbligo di green pass all’interno della maggioranza. “Sia chiaro, il sindacato sta invitando tutti i lavoratori a vaccinarsi e non abbiamo nulla di principio contro il green pass, ma in nome di ciò non è accettabile introdurre una logica punitiva e sanzionatoria nei confronti di chi lavora“, afferma il leader della Cgil Maurizio Landini in un’intervista.
Sì al Green pass invece da Silvio Berlusconi che, “da imprenditore” dice sì. Per Iv “Landini si è confuso, ha detto che non è accettabile sanzionare i lavoratori senza green pass ma voleva dire che non è accettabile andare al lavoro senza essersi vaccinati mettendo a rischio la propria salute, quella degli altri e rischiando focolai e chiusura delle aziende”, commenta il capogruppo renziano in Senato, Davide Faraone. Ancor più netta Teresa Bellanova: “L’obbligo del green pass sui luoghi di lavoro equivale a questo: sicurezza e tutela per tutti. Punto”.
Leu, che difende l’obbligo nelle scuole, invita alla cautela sull’ipotesi di estendere l’obbligo nei luoghi di lavoro: “Una misura fondamentale per incentivare la vaccinazione, che va difesa. Quanto al renderla obbligatoria sui luoghi di lavoro se ne può ragionare, ma solo se sapremo impedire che diventi uno strumento ulteriore nelle mani di chi cerca solo scuse per licenziare più facilmente”, sottolinea Francesco Laforgia.
Il PD è a favore dell’obbligo della certificazione verde nelle scuole, ma “la questione posta da Landini ha un suo fondamento, è necessario tornare ad un tavolo con le parti sociali ed eventualmente capire se c’è bisogno di un intervento normativo qualora si vada verso un green pass generalizzato”, osserva il vicesegretario Giuseppe Provenzano.
“Il decreto va assolutamente migliorato e la Lega è già al lavoro in tal senso, soprattutto per la parte che riguarda la scuola”, scandisce il sottosegretario leghista all’Istruzione Sasso, secondo il quale “al netto delle percentuali dei lavoratori che si sono vaccinati e che entro la fine di agosto saranno certamente superiori al 90%, occorre una riflessione politica sul carattere impositivo della norma”. In commissione, sul primo decreto green pass la Lega ha presentato 900 emendamenti su 1.300 totali.
