Beppe Grillo rispolvera il suo vecchio cavallo di battaglia: il “reddito universale”

Il garante M5S Beppe Grillo ripropone tramite il suo blog un suo antico cavallo di battaglia, che è un po’ il primogenitore del reddito di cittadinanza, in forma però più radicale ed estesa: il reddito di base universale.

Rilanciando uno scritto di Shigheito Sasaki, si spiega che “ora che è stato dimostrato che il reddito di base universale può creare una società migliore e una vita migliore, l’unica sfida è il finanziamento. Se la Banca Centrale, che crea denaro dal nulla, emettesse denaro per far vivere le persone, non ci sarà bisogno di un enorme aumento delle tasse. Se un numero sufficiente di persone se ne renderà conto, e diventerà una volontà generale, come ha affermato Jean-Jacques Rousseau, non ci saranno ostacoli alla realizzazione del reddito di base universale. Tutte le persone saranno libere dalla schiavitù del denaro e la povertà sarà sradicata dal nostro mondo”.

Da anni Grillo sul blog, nei comizi e negli spettacoli preme sull’argomento. Nuove tecnologie e robottizzazione di fatto potrebbero permettere a un pezzo di mondo di non lavorare. Viene citato David Graeber, intellettuale legato a Occupy Wall Street: “Ha detto che metà di tutti i posti di lavoro ora sono effettivamente già inutili. Servono solo a dare un salario a qualcuno. Stiamo sacrificando la nostra vera umanità essendo costretti a lavorare molte ore per soldi”. Insomma, mentre nella strana maggioranza di governo si discute se il reddito di cittadinanza sia uno strumento utile da mantenere, Grillo guarda avanti e rimette al centro una visione che peraltro è oggetto di studio e analisi accademiche in altre parti del mondo.

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