Agenzia delle dogane, il filone di intervento 2021-2023 è “andare a caccia di denaro”

Agenzia delle dogane a caccia di denaro sia esso virtuale o contante. È questo il filone di intervento che l’Atto di indirizzo 2021-2023 circoscrive per l’attività dell’Agenzie delle dogane-monopoli guidata da Marcello Minenna. I transiti di valuta illecita dovranno essere attentamente monitorati, tanto che nell’atto di indirizzo è scritto nero su bianco che sarà necessario: «rafforzare il sistema di analisi del rischio nel campo dei controlli relativi al denaro contante a seguito dei viaggiatori da e verso l’estero nonché rafforzare il sistema di analisi del rischio nel campo dei controlli relativi a flussi commerciali verso l’estero». Una linea investigativa, che si servirà del processo di digitalizzazione e semplificazione delle attività doganali prevista dall’atto sottoscritto dal Mef e per implementare la propria azione. Lo scenario prospettato per le dogane è infatti quello di un consolidamento di tutti gli strumenti utili all’individuazione di movimenti sospetti di moneta, in modo da rendere più efficace l’intera attività di intelligence. Il sistema di analisi sfrutterà lo sviluppo dei dispositivi tecnologici di controllo predittivo, capaci di vagliare le informazioni secondo il requisito della concordanza. Questo trattamento razionale dei dati permetterebbe infatti di tenere conto in modo coordinato di tutti quei profili ambigui e dunque sintomatici di frode. Un controllo potenzialmente capillare, che sarà avviato in contesti diversi. Saranno così rastrellati da una parte gli ambiti più quotidiani di intervento dell’Adm, come ad esempio quello del commercio o del gioco illegale, in cui le dogane hanno ormai da anni avviato un fruttuoso sodalizio con le istituzioni competenti in materia di antiriciclaggio e flussi finanziari per dare forma a banche dati qualitative in grado di fornire indici di rischio. Dall’altra, invece, sarà messo il piede sull’acceleratore per il monitoraggio del mondo digitale. Spazio, ad esempio alla lotta alle «frodi che si realizzano nell’ambito delle transazioni commerciali on-line con Paesi al di fuori della Ue» in modo tale da salvaguardare la riscossione di dazi o Iva applicabili a tali merci. Ma anche alla verifica degli scambi commerciali legati alle piattaforme e-commerce europee, possibile grazie all’implementazione dei sistemi informatici di gestione che godono dell’integrazione tra i regimi di controllo nazionali ed europei. Interoperabilità, dunque, anche in questo caso, di fatto un fil rouge per la linea prevista dal Mef in relazione al triennio 2021-2023. Un paradigma peraltro applicato anche per l’azione coordinata delle amministrazioni fiscali per il contrasto al riciclaggio di denaro. L’atto di indirizzo del tesoro prevede infatti la cooperazione tra Dogane, Finanza e Entrate in particolar modo per la lotta all’evasione legata alla digital economy e alle criptovalute. La raccomandazione a Guardia di finanza e Agenzie delle entrate è proprio di andare alla ricerca del sommerso derivato dall’utilizzo di valute virtuali, tenendo traccia delle transazioni effettuate attraverso le piattaforme di scambio di monete digitali.

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