Un incremento significativo del Pil si è registrato in Italia (+2,7%), superiore a quello medio dell’area euro e di Francia e Germania. La crescita acquisita per il 2021 e’ pari al 4,7%.
A fornire i dati è l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana ad agosto, aggiungendo che il risultato dell’ultimo trimestre riduce ulteriormente il divario rispetto al periodo pre-crisi: la variazione rispetto al livello registrato nell’ultimo trimestre del 2019 resta negativa (-3,8%, circa 16 miliardi) ma vicina a quella di Francia e Germania (-3,2% e -3,3%) e decisamente piu’ contenuta di quella segnata dalla Spagna (-6,8%).
A luglio, e’ proseguita la fase di recupero della produzione industriale. L’indice misurato al netto delle costruzioni si e’ attestato sui livelli pre-crisi, segnando un ulteriore rialzo congiunturale (+0,8%).
La crescita economica ha determinato un miglioramento anche del mercato del lavoro, con un aumento significativo nel secondo trimestre delle ore lavorate e delle unita’ di lavoro. I dati di luglio indicano un livello dei lavoratori dipendenti superiore a quello di febbraio 2020 sebbene il totale degli occupati sia ancora inferiore di 265mila unita’.
Ad agosto, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo IPCA e’ cresciuto del 2,6% in termini tendenziali. L’inflazione di fondo misurata in base al Nic e’ rimasta nel complesso stabile (+0,6%).
Il clima di fiducia, il mese scorso, ha registrato un lieve peggioramento sia per le famiglie sia per le imprese; per queste ultime la limitata flessione appare attribuibile a una parziale correzione rispetto ai livelli particolarmente elevati raggiunti nei mesi precedenti.
