Green pass, la Carfagna non lascia speranze: “l’alternativa sono i contagi”

“L’alternativa al Green Pass non è la libertà, ma il rischio di nuove chiusure e di un allargamento del contagio e questo non possiamo permettercelo”. La ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna commenta così lo strumento del Green Pass in un’intervista a Fanpage.it. “È chiaro che a tutti piacerebbe una vita normale, senza l’obbligo di dover esibire un certificato che attesti l’avvenuta vaccinazione, oppure l’esecuzione di un tampone o la guarigione dalla malattia”, dice l’esponente del governo Draghi “ma purtroppo – ricorda – viviamo in condizioni eccezionali: dobbiamo ancora fare i conti con la pandemia, il virus non è scomparso”. La ministra commenta anche la scelta del governo di estendere l’obbligo di certificazione verde a tutti i lavoratori: “L’estensione dell’obbligo di Green Pass – spiega – risponde all’esigenza di tutelare la salute degli italiani, che è un bene primario garantito dalla nostra Costituzione, e di mettere in sicurezza una ripresa che si sta affacciando faticosamente e che, addirittura, ci fa intravedere un +6%”. E questo, secondo la ministra “vuol dire più benessere, più crescita e più posti di lavoro”.

La ministra Carfagna ritiene che siano diversi i motivi che hanno portato all’unanime approvazione dell’ultimo decreto Green Pass in Consiglio dei ministri. “La condivisione dipende da una serie di cose – afferma – Sicuramente l’autorevolezza del Presidente del Consiglio influisce in maniera determinante, ma poi credo che le forze politiche abbiano capito che c’è bisogno di un salto di qualità verso l’assunzione di responsabilità nei confronti della comunità nazionale”. Per la titolare del ministero per il Sud, questa “non è più la stagione della tattica” né quella dell’ambiguità: “Penso che sulla salute e anche sulla ripresa economica e sui posti di lavoro non ci possa essere alcuna ambiguità. Oggi l’unica arma che abbiamo per sconfiggere il virus sono i vaccini e tutte le decisioni che vengono prese in Consiglio dei ministri si poggiano sul conforto della scienza e quindi sul parere del Comitato tecnico scientifico. Credo che in questo campo, la disinformazione o l’istinto di solleticare posizioni antiscientifiche non paghi e sia anche una strategia politica sbagliata”. Da qui, il plauso di Mara Carfagna al suo partito: “Mi piace anche un po’ rivendicare il merito ai moderati italiani, quindi a Forza Italia, che hanno sempre avuto una linea molto chiara sul Green Pass e sui vaccini: non hanno mai ceduto alle tentazioni No-vax, No-Green Pass e più in generale alle posizioni radicali e ideologiche sui vaccini”.

La ministra affronta anche il tema dei fondi del Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza) destinati al sud Italia. “Al sud andranno il 40% dei fondi del Pnrr – ha ricordato – Per la prima volta questa quota sarà blindata da una norma che vincolerà la destinazione di queste risorse alle Regioni del Mezzogiorno”. E sulla corretta gestione delle somme in arrivo “è previsto – spiega Carfagna – un sistema molto accurato di monitoraggio, ma anche un potere di sostituzione che potrà esercitare l’Agenzia per la Coesione territoriale, che è il braccio operativo del Ministero per il Sud, nel caso in cui le amministrazioni nazionali, regionali e territoriali dovessero essere per qualsiasi ragione inadempienti”. La ministra rivendica il lavoro fatto dal governo nella suddivisione del fondi: “Il governo italiano ha fatto una scelta di concretezza decidendo di stanziare al Sud quelle risorse che noi riteniamo davvero che il Sud possa impiegare nei prossimi cinque anni”. (Fanpage.it)

 

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