Nessuna riforma del catasto all’orizzonte. L’unico intervento previsto è quello del sistema integrato del territorio, Sit la nuova piattaforma digitale dell’Agenzia delle entrate nella quale saranno conservati gli atti e gli elaborati catastali. «Unico intervento in tale ambito». A dirlo in commissione finanze della camera il 22 settembre 2021 è stata il viceministro dell’economia Laura Castelli rispondendo all’interrogazione di Marco Osnato (FdI).
Il viceministro ha poi risposto all’interrogazione presentata da Gian Mario Fragomeli (Pd) sulla tutela delle società immobiliari di piccole e medie dimensioni. In particolare, si evidenzia che le società operative che svolgono l’attività negli immobili presi in locazione dalla società immobiliare appartenente allo stesso gruppo hanno chiesto una significativa riduzione dei canoni di locazione, riduzione che creerebbe le condizioni per l’applicazione della suddetta disciplina delle società di comodo di cui all’articolo 30 della legge n. 724 del 1994. Si chiede dunque che comportamento fiscale tenere. Il viceministro ricorda che sul tema era stata avanzata una proposta normativa, bocciata dalla ragioneria in quanto eccessivamente onerosa. Il viceministro dunque ricorda che: «in considerazione dell’eterogeneità delle situazioni riscontrabili, l’Agenzia delle entrate potrà comunque esaminare caso per caso, in base alle previsioni rispettivamente recate dall’articolo 30, comma 4-bis, della legge n. 724 del 1994 e dall’articolo 2, comma 36-decies, del decreto legge n. 138 del 2011, gli interpelli cosiddetti disapplicativi, presentati ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera b), della legge n. 212 del 2000, da parte delle società che intendano dimostrare come l’emergenza epidemiologica abbia oggettivamente reso impossibile il conseguimento dei ricavi, degli incrementi di rimanenze e dei proventi nonché del reddito, ovvero non abbia consentito di effettuare le operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto di cui al precedente comma 4 dell’articolo 30 della legge n. 724 del 1994». Per il fisco è prassi valutare, a favore dell’istante che sia una società immobiliare, la circostanza per cui i canoni di locazione praticati, seppur non sufficienti al superamento del test di operatività, siano in linea con quelli di mercato. «A tal proposito», conclude la Castelli, l«’Agenzia delle entrate ha precisato che, per la determinazione del valore di mercato dei canoni di locazione, si potrà fare riferimento ai valori (espressi in euro per mq al mese) riportati nella banca dati delle quotazioni». (Italia Oggi)
